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Gegè Telesforo: “Il segreto? E’ scegliere i partners giusti. Io e Arbore due afro-meridionali curiosi”

Si intitola “Big Mama Legacy” il quindicesimo album di Gegè Telesforo pubblicato lo scorso 1 Marzo per etichetta Ropeadope. Vocalist, autore, giornalista, conduttore radiotelevisivo, produttore discografico e musicista, in 40 di carriera, attraversando radio e tv, ha incarnato con il suo spirito colto, ma leggero, tutte le sua passioni, raccontandole sempre con estrema piacevolezza. Fine e appassionato cultore della musica nera, in queste suo ultimo percorso incrocia  i suoi racconti e le sue esperienze live, con lo storico locale romano “Big Mama”, unendo il blues ai ritmi di Mama Africa, passando per il suo vastissimo background musicale, impreziosito da eccezionali collaborazioni di amici e musicisti all’interno di un album che profuma di blues, groove e soprattutto di amicizia e complicità musicale.

GeGè innanzitutto come stai e che periodo stai vivendo?

Grazie, tutto bene. Affrontiamo a testa alta le intemperie della vita, del privato e della professione, con l’impegno e l’entusiasmo di sempre.

Ad anticipare il disco, c’è stata l’uscita del singolo Galaxy , brano originariamente degli War , lavoro che hai condiviso insieme a Danilo Rea. Come mai inauguri il progetto con questa band?

Per la realizzazione di Big Mama Legacy ho coinvolto alcuni fra i migliori Musicisti della nuova generazione del nostro paese. Ragazzi preparati e sensibili che hanno compreso il progetto, registrato le 10 tracce dell’album e sono subito partiti con me on tour. Per alcuni brani dell’album ho anche coinvolto amici che hanno impreziosito la produzione con i loro strumenti e la loro arte: Danilo Rea e Domenico Sanna al pianoforte; Luca Bulgarelli al contrabbasso; la vocalist Greta Panettieri, autrice con me di un paio di testi.

Un album che sorprende per l’incredibile partecipazione, varietà e condivisione artistica. Ci si ritrova in collaborazioni che vanno da Greta Panettieri, ad Andy Luotto, a Ben e Leo Sidran. Tutti artisti che hai incarnato il tuo “Big Mama Pensiero”. Che spirito si è creato durante le sessioni di registrazione?

Il segreto di una buona produzione sta sempre nello scegliere i partners giusti, in sintonia, affidabili nella Musica e nella vita. Persone, amici, grandi professionisti con i quali tutto diventa facile e gioioso. Lavorare sulle composizioni, gli arrangiamenti e impostare il lavoro di produzione con il chitarrista Christian Mascetta è stato facile e molto eccitante. Giornate intere nel mio studio a scrivere, suonare, provare, registrare… Terminata la fase creativa e di impostazione della produzione, abbiamo coinvolto Michele Santoleri alla batteria, i fratelli Matteo e Giovanni Cutello, appena rientrati in Italia da Boston, alla tromba e al sax alto, Vittorio Solimene all’organo, pianoforte e tastiere, il formidabile Luca Bulgarelli al contrabbasso, e con il mio fedele ingegnere del suono Riccardo Bomarsi abbiamo iniziato a registrare suonando tutto, dalla prima all’ultima nota. L’idea di base era celebrare il blues sotto diversi aspetti, scrivendo musica originale, rispettosi della tradizione ma con una visione e un suono contemporanei.

Dei brani, sorprendono soprattutto i ritmi etno di Yao. Come è nato questo brano?

Yao è dedicato ad amici musicisti ed artisti della città di Yaoundè, capitale del Camerun, dove risiede la mia compagna impegnata per lavoro nell’umanitario, che mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con musicisti e artisti fantastici, persone meravigliose con le quali abbiamo instaurato subito un rapporto di amicizia e complicità. 

L’album si chiude con bluesaccio finale, dove emergi con tutta la tua incredibile arte di  vocalist e improvvisatore. Dopo tanti anni di carriera artistica, come si “tutela” il suono della tua voce?

Esercizio continuo, pratica quotidiana, e disciplina.

Il Big Mama inaugurava nel Marzo del 1984, e festeggerebbe in questo periodo il suo quarantennale. Nelle volte che ti sei esibito, insieme ad altri amici ed artisti,  c’è un momento o aneddoto che ricordi con particolare simpatia o emozione?

Ho molti bellissimi ricordi legati al Big Mama. Ricordo una incredibile jam session con i miei musicisti di allora, Dee Dee Bridgewater, Kenny Garrett e altri musicisti della band di Miles Davis che nel pomeriggio aveva partecipato a “DOC”, il programma di Renzo Arbore e Ugo Porcelli che ho condotto con Monica Nannini su Rai 2 dall’’87 al’ ’89. Un sogno!

A Marzo ricorre anche il compleanno del grande Lucio Dalla. Ripercorrendo il passato, ricordiamo una tua esibizione al suo fianco, di improvvisazione vocale, nel corso di D.O.C, nel 1989, programma di Renzo Arbore. Ci regali un pensiero su quel live?

Un’altra jam session! Lucio venne a trovarci e rimase con noi due, tre giorni. Ci disse che non voleva suonare le sue canzoni ma solo divertirsi a suonare cose diverse. E’ quello che fece con me, ma anche con Renzo improvvisando con il suo clarinetto su alcuni classici del jazz. Performances che sono rimaste nella storia. 

Invece attualmente insieme al tuo amico Renzo Arbore sei impegnato con il programma “Appresso alla Musica”. Due personaggi entrambi istrionici, polivalenti, con una cultura musicale immensa. Una collaborazione nata tanti anni fa. Qua l’è il segreto della vostra intesa?

Siamo due afro-meridionali curiosi, in perenne movimento e con molte passioni in comune. Lavorare con Renzo da oltre 40 anni, essere suo amico è uno dei grandi privilegi che la vita mi ha concesso. 

Sergio Cimmino

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