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Patrizia Varone: “Attivare un dialogo laboratoriale sul Mar Mediterranneo”

LABORATORIO MEDITERRANEO 2. Perché è il mare del Futuro. Fotografie migrazioni miti nuove economie” è il secondo volume ,firmato da  Nicola Saldutti e Patrizia Varone pubblicato per Guida Editori – dicembre 2023. Questa seconda pubblicazione,  è un saggio corale, incentrato  intorno alla valenza sociale, ambientale ed economica del Mediterraneo, che si sofferma, in particolare, sulla  funzione a 360 gradi dell’argomento, abbracciando anche i contenuti musicali, culturali e fotografici. Grazie al lavoro  dei fotografi con  reportage, di documentazione o di ricerca artistica, le competenze si legano alle visioni di tecnologi, antropologi, musicologi, biologi, esperti di cultura visuale, musicisti, operatori umanitari. Il volume è impreziosito dall’importante lavoro fotografico  di Simone Tramonte, Francesco Zizola, Vittorio Sciosia, Michael Duperrin, Alessio Paduano, che si alternano i testi di Marzia Vaccari, tecnologa e docente di Media Digitali e Genere all’Università di Bologna, Enrico Doria ricercatore presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia, Mauro Geraci, insegna Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Messina, Michele Cometa professore di Storia della cultura e Cultura visuale nell’Università degli Studi di Palermo, Riccardo Gatti, responsabile dei soccorsi a  bordo della Geo Barents, la nave di ricerca e soccorso di MSF, Medici senza Frontiere, Michelangelo Jossa musicologo, Paolo Scarnecchia, docente di Storia della musica e Storia delle musiche extraeuropee nei conservatori, Eleonora Tedesco, cantante.

Questo secondo volume, segue una prima uscita intitolata “Laboratorio Mediterranneo”. Qual è stato il processo che vi ha portati a questo nuovo lavoro editoriale?

Nel primo saggio ci siamo fermati sulla cultura mediterranea, li dove si potevano individuare radici comuni a tutti i popoli del mediterraneo.  In questo secondo volume, invece abbiamo pensato di passare ad altri argomenti, prima tutto all’economia, per esempio, perché vogliamo raccontare, vogliamo cominciare a raccontare, quella che è la net-0 transition, cioè la transizione economica, di emissioni di CO2 e 0. Ma oggi sappiamo che il Mediterraneo è anche sinonimo di migrazione. Nel volume quindi abbiamo raccolto le testimonianze dirette di un volontario, appunto di medici senza frontiere e di alcuni fotografi che hanno lavorato proprio su questo argomento . Addirittura anche esperienze concrete vissute e di contatto con queste persone, perché prima che migranti sono persone che si spostano da altri posti problematici per trovare una vita , magari agevole o  più semplice o complessa di quella che vivono nei propri paesi. E poi ovviamente ci sono i racconti di un fotografo, in particolare che ha lavorato su quello che è il viaggio di Ulisse. Non come viaggio emblematico, ma andando in giro per il Mediterraneo a cercare quelle che erano le tracce e quello che c’è, ovviamente di contemporaneo , nelle migrazioni. Insomma, tanti punti di vista. Abbiamo concluso questo secondo saggio con la musica, attraverso tre punti di vista di differenti, cioè di un critico musicale, Michelangelo Iossa, e di una cantante che ha ricercato musiche ancestrali in tutto il Mediterraneo. Lei è Eleonora Tedesco,cantante di Milano e grazie al contributo finale, di Paolo Scarnecchia che è uno storico della musica, anche giornalista, il tutto ci ha portati quasi “fisiologicamente” a chiamare il progetto: Laboratorio Mediterraneo ,Il Mediterraneo è tanto, ed è impossibile raccontarlo in un saggio né tantomeno in una decina di saggi, ma noi proviamo a dare degli spunti anche per attivare un dialogo intorno appunto a queste terre a questo mare e  ovviamente alle persone che si spostano.

Nella copertina , nel titolo, viene definito come “il mare del futuro”, perché questa scelta?

Seppur piccolo rispetto alla Terra, il Mediterranneo ingloba il 20% dei traffici mondiali.. Quindi vuol dire che è un mare importantissimo sotto tanti punti di vista. Anche  politicamente parlando, alla luce di   tutto quello che sta succedendo al suo interno, come  la  questione palestinese o addirittura la  ricerca della Russia di uno sbocco nel Mediterraneo. O anche la potenza turca ,tra virgolette, che sta cercando di diffondere, ovviamente la sua egemonia del Mediterraneo. Quindi questo vuol dire che il Mediterraneo ,come mare, ha un suo interesse, non solo culturale ma anche economico a  livello globale. Consideriamo poi  parte il 20% degli scambi mondiali, passano sotto il Mediterraneo e sono  i fili che ci permettono di interconnetterci con tutto il mondo. Quindi come dire, è un mare attivo. Al di là delle persone che si spostano sul Mediterraneo e dei vari progetti. Tra l’altro proprio di economia  ne parliamo nel libro, grazie a  Enrico Doria, che è un ricercatore biologo, dell’università di Pavia . Per esempio  citiamo del  riuso degli scarti dell’agricoltura, oppure su tutti quegli elementi che possono essere non utili, magari per noi per cibarci, ma che possono essere utili nell’industria come per esempio quella farmaceutica. Ci sono nel Mediterraneo tutti i semi per individuare il mare che sarà e quindi del futuro.

Il volume è impreziosito da un importante lavoro di reportage fotografico, giusto?

Sia nel primo volume che nel secondo, la fotografia è molto importante perché la fotografia è interconnessa a tutti i temi che noi trattiamo, e soprattutto perché la fotografia mostra ,fa vedere, ed ha un impatto diretto sulle persone in questo testo. Per esempio ci sono i testi e immagini di Simone Tramonti che racconta appunto di una sua ricerca in tutta Europa, su quelle dinamiche che raccontano la transizione economica. C’è Michael Duperrin, di cui ho già parlato, che ha fatto questa ricerca, appunto sul viaggio di Ulisse. Ci sta Francesco Zizola, un pluripremiato fotografo, fotoreporter di Roma che è stato sulle navi medici senza frontiere, anche in situazioni di salvataggio, che ci ha regalato la sua esperienza. C’è Alessio paduano, che invece è un fotografo fotoreporter napoletano che ha lavorato direttamente sia sulle migrazioni nel Mediterraneo che sulle migrazioni invece della cosiddetta rotta balcanica, raccontando per immagini , di chi si sposta a piedi dai paesi asiatici. Insomma, per noi è molto importante interconnettere i vari argomenti con la fotografia e quest’ultima ci fa vedere i volti anche delle persone che stanno agendo in questo momento, in un settore piuttosto che un altro, quindi è molto importante.

Sergio Cimmino

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