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Djomi: “La vittoria a Castrocaro una gioia indescrivibile, come artista cerco di esprimere sempre me stesso”

Finalmente pubblicato per Ada Music Italy è  il terzo lavoro in studio di Djomi, giovane rapper di Cervia contenente il singolo  Chiama Un Dottore, l’inedito con il quale ha partecipato e vinto alla 65ma edizione dello storico Festival di Castrocaro. Un lavoro che mescola rap, cantautorato e r’n’b, in un album che conferma il percorso di maturità di un artista completo sempre in rima tra pensieri e musica.

Salve Domenico, innanzitutto che periodo vivi dopo la vittoria a Castrocaro e il tuo recente album “Finalmente”?

         Salve! Sto vivendo un bellissimo periodo pieno di novità e trasferte per la musica. Questo materiale era pronto da moltissimo tempo e quindi finalmente averlo pubblicato è un’emozione indescrivibile. Senza considerare la vittoria a Castrocaro, che mi riempie di gioia.

Come artista, credo sia restrittivo definirti solo un rapper. Ad esempio in pezzi come “Gossip” ti piace esser poliedrico, soprattutto nella composizione del testo e della scrittura. Ma chi sono quelli come te, precisamente?

  Quelli come me non si accontentano mai, cercano sempre la rima più bella e la melodia più accattivante, quando suonano dal vivo vogliono dare il massimo sia di fronte a 10 persone sia davanti a 10.000. Oltre a questo ti ringrazio perché effettivamente a me piace definirmi principalmente “artista“ invece che rapper, semplicemente perché oltre a rappare faccio anche altre cose.

E Gossip è un brano che avevi scritto nel 2021. Rientrava alla perfezione in questo tuo nuovo progetto, quindi?

Sì. È un brano, tra tutti quelli presenti all’interno del disco, che riprende al meglio il filone di quello che la mia musica era stata fino ad oggi. Non a caso ho scelto di inserirlo come prima traccia e come primo singolo proprio per fare da ponte tra le cose precedenti e quello che è il nuovo.

In “ Se mi guardi” inviti gli altri a fare del loro punto più “negativo” e sommerso un punto di forza. Oggi, in tempi dove siamo sottoposti sempre al giudizio,suona come un messaggio positivo da trasmettere ai tuoi coetani, l’hai pensata così?

Sinceramente no, ma mi piace molto che possa essere vista in questo modo. In genere cerco sempre di esprimere me stesso e i miei pensieri, se poi riesco ad arrivare anche agli altri sono solo felice.

Sergio Cimmino

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