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Folkfest, rassegna itinerante fa tappa a Napoli

Il Folkfest nasce a Roma e diventa ‘on tour’ quando decide di mettersi in viaggio per l’Italia. La tappa napoletana è di scena al Cpa di via Portalba, nel pieno centro storico di Napoli.

La line-up è lunga quasi quanto quella di un festival. I nomi che si sono alternati sul palco, alla fine, sono più di dieci. Tra loro alcuni nomi che seguono il tour del festival, tra cui Discoverland (il progetto di Roberto Angelini e Pier Cortese), Nemo (progetto solista di Riccardo Bertini dei Mammooth) & Andrea di Cesare, Leo Pari e Una, altri che invece vengono scelti sulla base di contest locali, quindi Dario Sansone (Foja), Gnut, Al The Coordinator, Giglio (progetto di Raffaele Giglio dei Gentlemen’s Agreement), Antonio Firmani & The 4th Rows, la Rua Catalana e la bestia Carenne.

La serata comincia molto presto ma la maggior parte del pubblico, ancora non abituato ad un concerto che inizi prima delle 23, arriva a spettacolo già ampiamente cominciato. Moltissimi non hanno potuto apprezzare la piacevolissima esibizione di Al The Coordinator, secondo in scaletta, che però ha saputo dare prova, in una manciata di pezzi chitarra e voce, di essere un talentuoso singer-songwriter. Il nostro cantautore ricorda per voce e armonie il ben più celebre Nick Drake. Una rivelazione da tenere d’occhio.

Cambi di palco rapidissimi (giusto il tempo di un pezzo lanciato dallo speaker della serata) e il pubblico comincia a scaldare l’atmosfera aumentando notevolmente di numero con l’avvicinarsi della mezzanotte.

Non contribuiscono altrettanto, però, gli artisti che si avvicendano sul palco, eccezion fatta per Una, combo pugliese di power folk, moniker della carismatica e trascinante leader dal caschetto biondo, al secolo Marzia Stano, accompagnata per l’occasione dai musicisti Gianni Masci alla chitarra e Luca Giura (in arte Molla) alle percussioni, ai quali va sicuramente tributata una menzione particolare per l’energia che sono riusciti a trasmettete durante i loro brani. Il gruppo era evidentemente a suo agio sul palco del Cpa, forse memore della data di novembre nella stessa location, tanto da poter essere considerata, nonostante anche alcuni nomi altisonanti del cartellone, la vetta artistica della serata.

Serata che diventa nottata quando si arriva agli ultimi nomi, i più attesi. I Foja rappresentati per l’occasione dal solo Dario Sansone, La Bestia Carenne e Discoverland, progetto di Roberto Angelini (chitarrista fisso a Gazebo) e Pier Cortese. Due belle voci melodiche, attive già agli albori degli anni zero, che con le loro chitarre acustiche portano in scena un po’ di noise, alternando sapientemente anche cover e un brano scritto per loro da Bjork, arricchendo e impreziosendo la serata che, tutto sommato, delude le aspettative non tanto per la qualità degli artisti avvicendatisi sul palco, quanto per i tempi di esibizione molto limitati ai quali gli stessi hanno dovuto attenersi. Il risultato è un assaggio di tutto e l’amaro in bocca per le proposte interessanti. Forse questo genere di rassegne esige una formula diversa, più spalmata nell’arco della giornata e non compressa dalle 22.30 alle 3 di notte, orario in cui l’attenzione e la voglia di stare in piedi, complice lo smog generato da decine di irrispettosi fumatori, diventano minime.

Luigi Oliviero

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