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Raffaele D’Alfonso del Sordo: “I ragazzi di Via D’Amelio e il nostro manuale di istruzioni per contrastare le mafie quotidianamente”

Capaci di Combattere le Mafie, è il piccolo, ma importante lavoro, realizzato dall’ Associazione Antimafia e Promozione della Legalità “I ragazzi di Via D’Amelio”. Un manuale di istruzioni, volto alla divulgazione del contrasto alle mafie, tramite comportamenti quotidiani. Un progetto di interazione, che passa attraverso gli incontri nelle scuole e la sensibilizzazione per le tematiche della legalità, perchè indebolire le mafie è possibile, e sopratutto, fattibile, se i cittadini decidono di scendere in campo nella loro essenziale “azione” giornaliera.

I ragazzi di Via D’Amelio, seppure giovane associazione antimafia e di promozione alla legalità, vanta già numerosi incontri con personaggi del mondo civile, con l’universo della cultura dell’istruzione, qual è stato il vostro percorso sino ad oggi?

Il percorso trae la sua origine dal progetto “Capaci di combattere le mafie-con 5 semplici consigli”, un manuale di istruzioni, ci piace definirlo così, volto alla divulgazione del contrasto alle mafie tramite comportamenti quotidiani, che ciascuno di noi può mettere in campo. Sulla base di questa idea, abbiamo costituito un gruppo, inizialmente ristretto, e siamo andati nelle scuole a presentare questo piccolo “lavoro”, cercando di creare un’interazione con chi era poco più piccolo di noi. Il messaggio che volessimo passasse e che vogliamo passi è: non è impossibile indebolire le mafie e possiamo iniziare a farlo noi, cittadini. In questi tre anni di attività, si sono aggiunti sempre più ragazze e ragazzi e abbiamo visitato tante comunità, città e realtà diverse. È un vero e proprio percorso di vita, che cambia e ti cambia.

Il vostro manuale “Capaci di Combattere le Mafie”, nasce da un esigenza, nutrita e corredata anche da un studio dei vari fenomeni di illegalità a livello nazionale. Come avete bilanciato la fase di ricerca a quella di creazione fattiva, del vostro progetto?

Non è stato troppo complicato, grazie al supporto del web e di alcuni libri chiarificatori rispetto a un fenomeno, quale quello delle organizzazioni criminali mafiose, assai complesso. Non essendo titolati, o esperti, studiosi, ma studenti, non abbiamo fatto altro che raccogliere insieme studi e ricerche intrapresi già da chi prima di noi, certamente in modo più qualificato, si è dedicato e dedica tutta la vita, con la propria professione, a questa battaglia e all’informazione e alla divulgazione. Le mafie da sempre giocano con l’oblio e il non detto, si giovano dell’indifferenza (disinformazione)e rassegnazione, noi dobbiamo replicare nel senso opposto. Anche con più forza.

Per la data del 23 Maggio 2025, ricorrenza di Capaci, in quale percorso sarete impegnati?

C’è un’intenzione di raggiungere Capaci e giungere sul luogo dove si commemora la strage del 1992. A dire il vero, nel mese di maggio, in generale, avremo modo di confrontarci in numerosi incontri, dalle università (a Viterbo e a Roma) alle scuole (in Provincia di Foggia, a San Severo) e a Crotone, con altre realtà associative.

Sergio Cimmino

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