MaMeMiMò Park nasce grazie alla collaborazione e all’impegno tra Fondazione Pol.i.s la dottoressa Luciana Mazzone. Un parco sonoro, nella cittadina di Cercola, dedicato ai minori campani vittime innocenti di reato, un iniziativa unica nel suo genere, che incrocerà la crescita della comunità educante ai valori della memoria e della coscienza civile. Per rendere omaggio a ogni bambina, bambino e adolescente vittima innocente, i vivai forestali della Regione Campania doneranno un arbusto dedicato a ciascuno di loro. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Pol.i.s., che ha anche finanziato l’acquisto degli strumenti musicali da esterno installati nel parco. L’area nasce grazie alla sinergia di Regione Campania, Comune di Cercola e Scintilla, che gestirà il parco sonoro.
Dottoressa Mazzone, con MaMeMiMò Park abbiamo visto che possono coesistere inclusione sociale, musica e partecipazione attiva. Come dovrà essere costruita la comunità educante all’interno della struttura?
La comunità educante da costruire all’interno del parco sonoro MaMeMiMò Park è sicuramente uno degli aspetti educativi più impegnativi che ci siamo prefissati fin dall’inizio.
Costruire comunità educanti non è facile. Bisogna tessere la rete per molto tempo, essere bravi a nutrire le relazioni e continuare a sostenere le varie parti di cui la comunità si va a comporre.
La nostra è una comunità che è nata già da molto tempo e che, finalmente, nel MaMeMiMò Park ritrova un luogo fisico dove potersi allargare. Durante l’inaugurazione del parco sonoro, che si è tenuta lo scorso 28 marzo, Tea Monacella — una mia allieva della scuola di coralità invitata a parlare come relatrice al tavolo istituzionale — ha condiviso la sua preoccupazione nel vivere il nuovo spazio educativo del MaMeMiMò Park. La nostra comunità educante si è costruita con impegno attraverso le esperienze e le collaborazioni intraprese con le scuole e le realtà territoriali.
La volontà di rigenerare uno spazio urbano abbandonato e di mettere al centro del parco una piccola scuola di musica per famiglie e bambini è nata proprio per continuare a nutrire la comunità educante già esistente, dandole la possibilità di allargarsi e rigenerarsi con la presenza e la partecipazione di tutti i nuovi fruitori del parco sonoro. La comunità che andrà a costruirsi sarà quindi sorretta da quella già esistente — costituita da famiglie che hanno scelto di educare e far crescere i propri bambini nella responsabilità, nella partecipazione e nella condivisione di valori e ideali — e da tutti i nuovi frequentatori del parco: anziani, giovani coppie, ragazzi e bambini che, giorno dopo giorno, diventano una presenza sempre più partecipata.
Una piccola comunità pronta a dare un buon esempio di vita condivisa e impegnata attraverso le esperienze musicali che nel parco si possono vivere.
La Fondazione Pol.i.s. ha supportato il progetto con la donazione di strumenti musicali, ma ricordiamo anche il lavoro dei Vivai Forestali della Regione Campania, con gli arbusti che hanno donato il tocco naturalistico. Ci spiega come è nato questo coordinamento?
Questo coordinamento ha radici molto solide. Ho avuto la possibilità di conoscere la Fondazione Pol.i.s. durante il lockdown causato dal Covid.
All’epoca portavo avanti una progettualità denominata “Cercolanarra”, volta a sostenere i bambini e le bambine confinati nelle proprie case e impossibilitati ad andare a scuola.
Cercolanarra era un comitato volontario composto da cittadini, studenti e volontari che, insieme a me, raggiungevano i bambini sotto i loro balconi portando storie, letture ad alta voce e musica.
La Fondazione Pol.i.s. apprezzò molto tale iniziativa e mi contattò in sede per conoscermi. Durante quella chiacchierata esposi loro l’idea del parco sonoro e, insieme, strutturammo le basi della nostra alleanza educativa.
L’idea è stata quella di donare al parco quattro strumenti musicali da esterno per ricordare le vittime minorili della criminalità. Strumenti musicali di memoria attraverso i quali i fruitori del parco, grandi e piccoli, possano essere sensibilizzati ai temi della legalità, del rispetto e del riconoscimento dell’altro.
Chi vive esperienze musicali collettive sa bene di cosa parlo. In un’orchestra, in una band o in una formazione corale, prima di emettere qualsiasi suono bisogna mettersi in ascolto dell’altro, rispettarlo e accoglierlo. Dopodiché, la musica d’insieme va da sé.
La conoscenza con il Dott. Apuzzo, dei Vivai Forestali della Regione Campania, è arrivata dopo, quando la Fondazione Pol.i.s. ha deciso di donare piante e fiori dedicati alle vittime innocenti della criminalità. La Regione Campania ha preso subito a cuore la nostra progettualità, impiegando mezzi e risorse per rigenerare gli spazi verdi.
Oggi le cinquecento piante che adornano il parco vengono innaffiate regolarmente dai bambini e dai ragazzi che vivono il parco e che conoscono il vero significato simbolico rappresentato da ciascuna di esse.
La sperimentazione educativa del parco sonoro prevede che ci sia una collaborazione tra adulti e bambini. Quanto è importante, attualmente, questo scambio fisico ed emozionale?
Oggi viviamo un’importante emergenza educativa. I bambini e i ragazzi sono troppo spesso delegati esclusivamente alla scuola, catapultati da uno sport all’altro, super stimolati da attività di intrattenimento giorno dopo giorno sempre più all’avanguardia.
Il tempo di relazione tra genitori e figli è sempre più ridotto e spesso scavalcato dall’utilizzo troppo precoce e continuo degli strumenti tecnologici.
Il nostro parco sonoro prova a rimettere al centro della discussione educativa la relazione tra genitori e figli. Lo facciamo utilizzando una grande alleata: la musica.
Se proviamo a non considerare la musica esclusivamente un’arte performativa destinata a pochi eletti — cioè a coloro che nascono con una predisposizione spiccata e riescono ad affermarsi in campo musicale — ma riportiamo l’attenzione sul suo valore comunicativo ed evolutivo, ci rendiamo conto della sua enorme potenza in ambito educativo e comunitario.
Nel nostro parco sonoro i corsi di musica dedicati ai bambini sono rivolti anche ai genitori. I pomeriggi al parco vedono la presenza di mamme e papà che accompagnano i loro piccoli a lezione partecipandovi essi stessi.
Nelle giornate dedicate alla scuola di canto corale per bambini e ragazzi è ormai abitudine per i genitori sedersi sulle panchine del parco e ascoltare le prove dei propri figli.
Infine, ci sono i concerti interattivi: momenti di acculturazione musicale per grandi e piccoli, ma anche un tempo di cura per i genitori, che hanno la possibilità di conoscersi e confrontarsi tra loro e, perché no, di crescere insieme in modo sano e colto attraverso l’ascolto e l’interazione con i grandi capolavori della musica classica.
Uno scambio dialogico tra grandi e piccoli che nutre il parco di energia positiva e diventa un esempio sano per la comunità che ci circonda.
L’area “Partiture di memorie” è dedicata ai minori vittime innocenti di reato. Quanto è significativo il valore della memoria per un progetto educativo?
La memoria è fondamentale per un progetto educativo e, nel caso del nostro parco sonoro dedicato alle vittime della criminalità organizzata, diventa un’eredità attiva che richiede di essere trasformata in buona pratica.
Noi abbiamo scelto di educare alla memoria attraverso la musica.
Questo comporta educare a uno sguardo capace di superare l’indifferenza e di stimolare una coscienza critica. Significa educare l’orecchio per sviluppare nei giovani la capacità di riconoscere l’altro e imparare ad ascoltare sé stessi.
Significa educare al sentire corporeo per comprendere le conseguenze dell’odio e impegnarsi attivamente per una società più giusta, affinché si sviluppi una cultura della solidarietà e della giustizia sociale.
La musica in tutto questo ci aiuta parecchio. Esiste una memoria musicale che ci ha aiutati come esseri umani ad evolverci nel corso dei secoli. Oggi questa memoria musicale può aiutarci a ritornare a essere presenti nelle relazioni, rispettosi verso gli altri e soprattutto persone giuste e leali.
Su quali progetti o iniziative lavorerà prossimamente?
Stiamo lavorando a una sperimentazione educativa dedicata ai ragazzi dagli otto ai quattordici anni. Un progetto che vive il tempo delle vacanze estive come un’opportunità per rigenerarsi attraverso esperienze di comunità.
I ragazzi coinvolti nella progettualità saranno impegnati nel parco sonoro in attività di cura degli spazi verdi e di nutrimento dell’anima attraverso la scoperta dei grandi compositori che hanno segnato la storia: da Mozart a Offenbach, da Strauss a Ponchielli. Un tempo da dedicare alla lentezza e alla scoperta di sé attraverso attività creative e narrative collettive.
Una progettualità educativa che possa testimoniare l’importanza di far vivere esperienze autentiche ai bambini e ai ragazzi.
Continueremo poi a portare avanti le nostre attività legate a MaMeMiMoMusica, percorsi di pedagogia musicale rivolti ai bambini della fascia zero-sei anni e alle comunità che se ne prendono cura, attraverso concerti interattivi di musica classica dedicati alle famiglie. Proseguirà inoltre la nostra scuola di canto corale per voci bianche rivolta ai bambini dai cinque ai quattordici anni: una scuola che mette al centro la vocalità dei più giovani e se ne prende cura rispettandone la fisiologia e l’acustica, senza tralasciare l’aspetto sociale. Nel coro di voci bianche, infatti, la dimensione collettiva diventa un’importante strategia educativa per far crescere in modo sano bambini e ragazzi.
Sergio Cimmino
Radio Siani la radio della legalità