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Dai ‘buu’ a Koulibaly all’Afro Napoli United

Si è parlato e riparlato di questa realtà, ma ogni occasione è buona per raccontare la loro storia, o almeno spiegarvi di chi stiamo parlando. L’Afro Napoli United è una squadra di calcio che milita nel campionato di Prima categoria, una sfida importantissima, uno schiaffo al razzismo ed un inno all’integrazione ‘…Il progetto prende vita nell’ottobre 2009, per iniziativa di Antonio Gargiulo e dei senegalesi Sow Hamath e Watt Samba Babaly, con l’obiettivo di combattere la discriminazione e favorire la convivenza paritaria tra napoletani e migranti, sfruttando le possibilità offerte dal gioco del calcio. Infatti il far parte di una squadra di calcio offre varie opportunità di apprendimento sociale e di sviluppo di competenze trasversali e questo indipendentemente dallo sfondo culturale, in quanto le capacità sportive degli atleti sono in grado di far passare in secondo piano le diversità razziali…‘, questo è tratto dalla loro pagina Facebook ed in sintesi ci fa capire chi sono, cosa fanno e soprattutto perché lo fanno.

Partendo quindi dalla notizia dei ‘buu’ razzisti ai danni di Koulibaly in occasione dello scorso match di campionato tra Lazio e Napoli, svolto allo stadio Olimpico, una domanda viscerale e alquanto istintiva, è possibile che nel 2016 stiamo ancora a parlare di razzismo? E soprattutto razzismo e sport?

Queste domande le abbiamo poste proprio a loro, la società dell’Afro Napoli United: ‘Ovviamente siamo vicini a Koulibaly per ciò che è accaduto, episodi del genere possono ovviamente destabilizzare e creare tensioni, è davvero vergognoso che ci siano ancora delle rappresaglie per diversità culturale ed etnica, il calcio deve essere strumento di unione ed integrazione, approfitto quindi per invitare Koulibaly a vedere qualche nostro match e condividere insieme i giusti valori‘.

Alla domanda se episodi del genere sono capitati anche a loro ci hanno risposto ‘Certo, episodi del genere sono capitati, ricordo nello specifico quando contro il Piano Pizzeria Lucia, venne preso di mira il nostro portiere Adam Toure con i ‘buu’ razzisti dei tifosi ospiti, che poi tra l’altro Adam è napoletano e parla napoletano, in quell’episodio però i giocatori avversari ci furono vicini e chiedevano di smetterla ai loro supporters, è capitato anche che in campo siamo stati presi di mira da dirigenti avversari con frasi razziste, ma credo che alla base ci sia anche la sofferenza per i grandi risultati che stiamo facendo in questa stagione‘.

Fabio Noviello

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