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Sempre più armi italiane ai paesi in guerra

Sono passati 25 anni dalla di approvazione della legge 185/90 ‘Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”’ che vieta l’esportazione di armi in paesi in cui è in corso un conflitto armato. Eppure ancora oggi l’Italia vende pistole e fucili in 123 paesi al mondo per un valore di 54 miliardi di euro di autorizzazioni e 36 miliardi di controvalore per effettive consegne di sistemi d’arma. Sono i dati presentati oggi alla Camera dalla Rete Italiana per il Disarmo. Un mercato, che non conosce fine, e che sia l’imprenditoria del settore, e sia il governo italiano ha subito fiutato. Una legge, la nostra, che dovrebbe anche vietare l’esportazione di armi, nei paesi in cui vi è una forte violazione dei diritti umani, e che se applicata a dovere, sarebbe da esmepio per molti paesi capitalisti, che sfruttano questo mercato.

Fabio Noviello

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