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Legambiente: numeri ecomafia sconcertanti

Il rapporto di Legambiente sui reati ambientali presentato oggi cita 29.293 reati accertati per un giro d’affari pari a 22 miliardi di euro. Un giro di affari che non si placa. Anzi. Rispetto al 2013 lo scorso anno le mafie hanno realizzato ancora più capitali illeciti.

Il settore dove le ecomafie riescono a realizzare maggiori utili è quello dei rifiuti. Un incremento del 26 per cento rispetto all’anno precedete. Importate anche l’aumento di introiti illeciti anche dal cemento con un più 4,3 per cento. Stessi numeri anche nell’agroalimentare.

Il rapporto, pubblicato da Marotta&Cafiero, riporta anche una classifica per regioni. Prima in assoluto la Puglia, dove, nel solo ciclo dei rifiuti, per 2020 denunce effettuate sono state accertate 2081 infiltrazione mafiose e 1744 sequestri. Il Lazio è la prima regione del centro, mentre la Liguria la prima del nord.

La Campania. Nel ciclo dei rifiuti, a fronte di 1070 denunce sono state accertate 896 infiltrazioni mafiose, che hanno condotto a 28 arresti e 402 sequestri. In testa la provincia di Napoli. Nel settore del cemento le denunce sono quasi le medesime, 1020. 835 le infiltrazioni che hanno condotto le forze dell’ordine all’arresto di tre persone, tutte nella provincia di Caserta, ed a 260 sequestri. Qui il giro economico vede farla da padrona la provincia di Avellino.

Ciro Oliviero

 

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