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Precari scuola, la Corte Ue condanna l’Italia

Una sentenza storica quella che è stata emanata dalla Corte di Giustizia Europea, che ha condannato la normativa vigente in Italia in termini di legislazione lavorativa nel pubblico impiego. In particolare La normativa italiana sui contratti a tempo determinato nel settore della scuola viola la direttiva comunitaria 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999. Ciò significa che i circa 250mila precari possono chiedere la stabilizzazione contrattuale e risarcimenti per circa due miliardi di euro. Ma ad essere coinvolto è tutto il pubblico impiego, e così i sindacati di Sanità, Regioni ed Enti locali potranno impugnare la sentenza e muoversi di conseguenza.

Spiega Luigi Gallo membro della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati per il M5S che “questa sentenza 
accerta tutte le nostre perplessità in merito alla normativa italiana sui contratti di lavoro, che da anni il M5S chiede a gran voce di modificare. La nostra proposta di legge alternativa a quella del Governo è stata formulata dopo un anno di confronto con il mondo della scuola, un anno nel quale siamo scesi in strada a manifestare di fianco ai precari”. 

Fabio Noviello

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