
La crisi climatica e gli incendi boschivi continuano a mettere sotto pressione il patrimonio forestale della Campania. Il 2025 si conferma un anno particolarmente critico: 6.129 ettari di boschi andati in fumo, 185 incendi registrati e un incremento del 13% rispetto allo scorso anno.
È il quadro tracciato da Legambiente nel nuovo report presentato a Roma in occasione dell’VIII Forum Foreste, elaborato sulla base dei dati satellitari del sistema europeo EFFIS-Sentinel 2, che rileva anche gli incendi di dimensioni inferiori ai 30 ettari.
Con questi numeri la Campania è la quarta regione italiana più colpita dagli incendi boschivi, preceduta soltanto da Sicilia, Calabria e Puglia.
Le province più colpite
A pagare il prezzo più alto è la provincia di Salerno, dove sono andati distrutti 1.929 ettari di superficie forestale. Seguono Caserta, con 1.834 ettari, e Napoli, con 1.392 ettari devastati dalle fiamme.
Un bilancio che conferma come gli incendi rappresentino ormai un’emergenza strutturale e non più un fenomeno esclusivamente stagionale.
Il clima rende le foreste sempre più vulnerabili
A rendere ancora più delicata la situazione è l’accelerazione della crisi climatica.
Ondate di calore sempre più intense, lunghi periodi di siccità ed eventi meteorologici estremi stanno aumentando la fragilità degli ecosistemi forestali. Secondo i dati del programma europeo Copernicus, l’estate 2025 è stata la quinta più calda registrata in Italia dal 1950, con una temperatura media superiore di 1,62°C rispetto ai valori storici.
Condizioni che favoriscono l’innesco e la propagazione degli incendi, rendendo sempre più difficile la tutela del patrimonio boschivo.
Legambiente: “Le foreste sono una risorsa strategica”
Per Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania, il settore forestale rappresenta uno degli strumenti fondamentali per affrontare la transizione ecologica.
«Le foreste sono un patrimonio strategico non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Forniscono materie prime rinnovabili e contribuiscono allo sviluppo della bioeconomia circolare, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. L’Italia, però, sconta ancora troppi ritardi.»
Secondo Legambiente è necessario rafforzare il coordinamento tra politiche nazionali, regionali ed europee, accelerare l’attuazione delle strategie forestali e applicare senza ulteriori rinvii il regolamento europeo EUDR contro la deforestazione, sfruttando le opportunità offerte dalla nuova legge europea sul ripristino della natura.
Un messaggio che accompagnerà anche la 30ª edizione della Festa dell’Albero, in programma il 21 novembre, quando migliaia di cittadini e volontari saranno impegnati nella piantumazione di nuovi alberi in tutta Italia.
Non solo incendi: cresce anche l’illegalità
Alla pressione esercitata dalla crisi climatica si aggiunge quella delle ecomafie e degli incendi dolosi.
Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafia, nel 2024 in Italia sono stati contestati 3.239 reati legati agli incendi boschivi e di vegetazione.
La Campania occupa il terzo posto nazionale, dopo Calabria e Puglia, con 391 reati, in aumento del 9% rispetto al 2023. Cresce anche il numero delle persone denunciate, passate da 28 a 38, mentre gli arresti sono stati cinque. Si registrano inoltre 122 illeciti amministrativi e 125 sanzioni.
Tra le province, Salerno si conferma una delle aree più critiche del Paese, classificandosi seconda in Italia, dopo Cosenza, con 203 reati, l’11% in più rispetto all’anno precedente.
Le richieste al Governo
Dal Forum Foreste arriva infine un appello al Governo affinché acceleri le politiche di tutela ambientale e consenta all’Italia di raggiungere gli obiettivi europei fissati per il 2030 in materia di clima, biodiversità e gestione sostenibile delle foreste.
Le proposte avanzate da Legambiente si concentrano su tre priorità: rafforzare le azioni contro la crisi climatica, migliorare la prevenzione e il contrasto agli incendi attraverso una pianificazione forestale più efficace e dare piena attuazione alla Strategia Nazionale Forestale.
Per l’associazione ambientalista non c’è più tempo da perdere: proteggere le foreste significa difendere biodiversità, sicurezza del territorio e qualità della vita delle future generazioni.
Giuseppe Scognaiglio
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