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Rapporto “Amministratori sotto tiro”. La Campania al terzo posto

È stato presentato la scorsa mattina a Napoli , nell’ambito Festa Nazionale di Avviso Pubblico, il nuovo  Rapporto degli “Amministratori sotto tiro”. Nel 2014 la maggior parte degli atti intimidatori a persone che lavorano nella pubblica amministrazione si sono verificati  Mezzogiorno. «Vengono colpiti – si legge nel rapporto -perché si oppongono al perseguimento di interessi particolari, quando non addirittura illegali e criminali. Oppure perché ritenuti incapaci di procurare un posto di lavoro, di garantire un sussidio o un alloggio popolare, pensando che tutto sia dovuto; che da una parte, quella dei cittadini, stiano solo i diritti e, dall’altra, quella dei rappresentanti pubblici, esclusivamente i doveri. » Secondo l’importante documento, la maggior parte dei casi si sono nei mesi di maggio (40 casi) – questo è stato il mese in cui si sono svolte le elezioni amministrative – e di novembre (43 casi) – con una particolare escalation in Puglia – soprattutto nella città di Brindisi e provincia – in Calabria e Campania, in particolare in provincia di Caserta. I picchi minori si sono registrati nei mesi di giugno (18 casi) e di agosto (16 casi). Sono stati il primo e il quarto trimestre dell’anno i periodi in cui più numerosi sono risultati i casi di amministratori sotto tiro (29%). In Campania la situazione è abbastanza grave infatti,  nel 2014 sono stati censiti 52 episodi di intimidazione e minaccia nei confronti di amministratori locali e personale della PA, registrando un incremento del 79% rispetto al 2013, quando la regione si è collocata al quarto posto della classifica nazionale. I Comuni coinvolti sono stati 33 ed il maggior numero di casi si è registrato anche quest’anno in provincia di Napoli, territorio con i dati più elevati a livello nazionale. La seconda provincia per numerosità di atti intimidatori è quella di Salerno (12 casi); seguono quella di Caserta (7 casi) – nel 2013 ne aveva registrati 3 – e quelle di Avellino e Benevento (2 casi entrambe). Osservando il calendario degli atti intimidatori del 2014, si nota che una volta ogni due giorni in Italia una amministratore è finito nel mirino. 

 

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