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Vittime innocenti: 26 giugno - Radio Siani
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Vittime innocenti: 26 giugno

  • 1959 Anna Prestigiacomo
  • 1975 Cristina Mazzotti
  • 1983 Bruno Caccia
  • 1985 Mario Diana
  • 1990 Antonino Pontari
  • 2005 Pepe Leskovac Tunevic
  • 2012 Andrea Nollino

1959
Anna Prestigiacomo

Di 15 anni
Uccisa a Palermo

Anna Prestigiacomo viene uccisa forse per vendetta nei confronti del padre, ritenuto confidente dei carabinieri. Anna aveva 15 anni quando venne fulminata da diversi colpi di fucile, nel rione San Lorenzo, a Palermo. La sorellina Rosetta, di 11 anni, riconobbe in Michele Cusimano, un vicino di casa, il killer. Cusimano venne arrestato con il padre Girolamo. Al processo si scoprì che vari rancori dividevano le due famiglie. Inoltre Cusimano aveva chiesto in moglie Graziella Trapani, zia materna di Anna, ottenendo un rifiuto. Venne a galla anche che, tredici anni prima, il padre di Anna, Francesco, aveva convinto Cusimano a costituirsi ai carabinieri dopo un conflitto a fuoco.


1975
Cristina Mazzotti
Di 18 anni
Uccisa ad Eupilio (CO)

Cristina Mazzotti fu rapita mentre stava rientrando a casa con alcuni amici. Era la figlia di Elios Mazzotti, un industriale cerealicolo. Per giorni e giorni i genitori attesero la promessa liberazione e il primo settembre avvenne la svolta. Gianni De Simone, direttore del giornale l’Ordine, di Como, amico di famiglia dei Mazzotti, chiamò la famiglia e con tatto diede l’atroce notizia: era stata trovata Cristina, morta. Il corpo era stato ritrovato in una discarica di Varallino, vicino Sesto Calende.


1983
Bruno Caccia
Magistrato di 66 anni
Ucciso a Torino

Bruno Caccia, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, si occupò di indagare sulle violenze ed i pestaggi che all’epoca puntualmente si verificavano in occasione di ogni sciopero. Successivamente, avviò delle indagini sui terroristi delle Brigate Rosse e sui traffici della ‘Ndrangheta in Piemonte, indagini che furono così incisive da condannarlo a morte.

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Il 26 giugno 1983, Bruno Caccia si recò fuori città e tornò a Torino soltanto verso sera. Essendo una domenica, decise di lasciare a riposo la propria scorta, decisione che facilita il compito ai sicari ‘ndranghetisti. Verso le 23.30, mentre portava da solo a passeggio il proprio cane, Bruno Caccia venne affiancato da una macchina con due uomini a bordo. Questi, senza scendere dall’auto, spararono 14 colpi e, per essere certi della morte del magistrato, lo finirono con 3 colpi di grazia.

1985
Mario Diana

Di 49 anni
Ucciso a Casapesenna (CE)

Mario Diana era un contadino, come tradizione familiare, che si dette poi all’industria. Il suo rigore lo preservò da ogni tipo di compromessi facendogli conquistare la stima e la fiducia di tutti e, la decisione di rifiutare contatti con la camorra anche se insediata in quelle terre, lo condannò a morte.


1990
Antonino Pontari
Assessore socialista di 42 anni
Ucciso a San Lorenzo (RC)

Antonino Pontari, assessore socialista all’urbanistica al Comune di San Lorenzo, responsabile dell’ufficio tecnico dell’ospedale “Morelli” di Reggio Calabria, fu assassinato con quattro colpi calibro 9 alla testa. L’agguato avvenne lungo la superstrada ionica.


2005
Pepe Leskovac Tunevic
Di 36 anni
Ucciso a Bovalino (RC)

E’ la mattina di domenica in piazza a Bovalino e c’è il mercato: tra le bancarelle c’è anche quella di un ragazzo slavo di 36 anni che si chiama Pepe Leskovac Tunevic. Pepe vive nel campo nomadi di Gioia Tauro e di mestiere lavora il legno: è molto bravo a fare delle miniature e in occasione dei mercati allestisce il suo stand per venderle.

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Ha una moglie e cinque figli, che lo seguono sempre. Pepe è insieme a uno di loro, un bambino sordomuto, la mamma invece è con gli altri e sta facendo un giro tra gli stand. A un certo punto arrivano due persone a bordo di uno scooter: si fermano, scendono, si avvicinano a Pepe. I tre iniziano a parlare e ad un certo punto, uno dei due uomini tira fuori il suo revolver e spara contro il ragazzo numerosi colpi di pistola, davanti agli occhi increduli e terrorizzati del bambino. Pepe resta ferito, cerca di scappare. Percorre alcuni metri con tutte le forze che ha in corpo, il bambino lo sorregge ma non ce la fa: si accascia al suolo morto sotto gli occhi del bambino.

2012
Andrea Nollino
Barista di 42 anni
Ucciso a Casoria (NA)

Andrea Nollino è stato un barista napoletano vittima innocente della Camorra, ucciso fuori dal suo bar per uno scambio di persona.