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12 febbraio: due vittime in provincia di Napoli e due in provincia di Salerno

12 febbraio 1982 Arzano (NA)

Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Perdifumo (SA) il 03/11/1943 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, il 12 febbraio 1982, ad Arzano (NA), libero dal servizio, Alfredo Paragano, 39 anni, veniva ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco esplosi da ignoti a bordo di una autovettura. Nel corso delle successive indagini è emerso il chiaro stampo camorristico dell’omicidio. Riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell’Interno.

12 febbraio 1992 FAIANO DI PONTECAGNANO (SA)

Il 12 febbraio 1992 a Faiano di Pontecagnano due giovani carabinieri, Fortunato Arena, 23 anni, e Claudio Pezzuto, 29 anni, fermavano per un controllo di routine un fuoristrada con a bordo 4 persone in pieno centro abitato.
Quando il carabiniere Claudio Pezzuto si avvicinava al conducente, veniva imprevedibilmente raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da un secondo individuo che era nell’abitacolo dell’auto.
Benché ferito ad un braccio e impossibilitato ad usare la propria arma, Pezzuto si adoperava con coraggio per allontanare i passanti, prima di venire nuovamente colpito.
Il carabiniere Fortunato Arena si precipitava a soccorrere il commilitone, rispondeva al fuoco, ma anche lui rimaneva vittima della furia omicida dei malviventi.
Il massacro di Piazza Garibaldi è firmato A.C.R., una sigla che distingue l’ultima associazione delinquenziale nata dalle ceneri della NCO di Raffaele Cutolo.
Alla memoria dei due carabinieri è stata assegnata la medaglia d’oro al valor militare.

12 febbraio 1993 Secondigliano (NA)

Il 12 febbraio 1993 Vincenzo D’Anna, un costruttore edile, viene ucciso presso il cantiere Villa Lucia di Secondigliano, all’età di 60 anni.
L’uomo dirigeva lavori in diversi cantieri della zona, e nel corso degli anni aveva ricevuto svariate minacce da individui appartenenti al clan camorristico Licciardi che imponeva una tangente pari al 10% del guadagno.
Le richieste erano continue ed esose, D’Anna si ribellò. Per questo motivo alcuni uomini armati giunti presso il cantiere dove si trovava, gli spararono.
Trasportato in ospedale, morì dopo circa un’ora.

 

FONTE: FONDAZIONEPOLIS.REGIONE.CAMPANIA.IT

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