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Al via il processo Barbaro. Vittima Innocente della camorra

13 Novembre 2009, primo pomeriggio, Salvatore Barbaro ha da poco finito di lavorare. E’ nella sua auto, una Suzuki Swift di colore grigio chiaro con un amico.

Insieme si sono recati in un negozio di edilizia. Quel pomeriggio hanno deciso di impiegare il tempo libero per eseguire dei piccoli lavoretti edili.

E’ al volante, guida tranquillamente la sua auto, acquistata da poco più di sei mesi, il risultato del duro lavoro.
Salvatore è instancabile, fa il salumiere ed ha la passione per la musica. E’ un compositore, cantante e ballerino, con il sogno di entrare nel mondo dello spettacolo. Il suo mito Michael Jackson.
Imbocca via Mare, stradina nel cuore del centro di Ercolano a pochi passi dall’ area archeologica, che collega la “ zona del mare” con lo storico mercato di Pugliano.

Pochi attimi e la sua auto viene affiancata da uno scooter. A bordo due uomini con casco integrale , partono 11 colpi di pistola.
Pochi attimi e i sogni di Salvatore sono infranti, portati via da due sicari della camorra a soli 29 anni.
L’amico resta miracolosamente illeso, ai primi spari riesce a nascondersi, rannicchiandosi nello spazio dietro al sediolino del passeggero.
Un delitto da subito apparso anomalo. La vittima non ha nulla che lo lega all’ambiente dei clan e dagli interrogatori nessuno riesce a fornire indicazioni utili.

In città, molti cercano di darsi una spiegazione su quell’omicidio: c’è chi dice che fosse l’amante della moglie del boss, altri invece pensano che il delitto sia da ascrivere all’ ambiente neomelodico.

Il tempo, però, passa inesorabile e anche le voci su quell’ omicidio, senza un perché, si stanno spegnendo. Tutto sembra far pensare che quel giovane di 29 anni sia finito nel dimenticatoio.

Ma le indagini dei Carabinieri di Torre del Greco, coordinate dall’ allora Pm antimafia Pierpaolo Filippelli, in realtà, non si sono mai fermate.
A facilitare il duro e incessante lavoro degli investigatori è Antonella Madonna, ex moglie di Natale Dantese. Lady camorra inizia a collaborare con la giustizia. La donna parla, i carabinieri approfondiscono e trovano riscontri. Riescono ad interpretare intercettazioni telefoniche che, in un primo momento, non avevano avuto senso. Si comincia a far luce su quel delitto.
In seguito a sentenze definitive, altri cinque camorristi decidono di pentirsi e raccontano anche di quell’orrore.

Così Il 24 febbraio 2016 un’ ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia, viene notificata in carcere a quattro persone con l’accusa di aver ucciso Salvatore Barbaro.
I destinatari sono proprio il boss Natale Dantese, Pasquale Spronello, Antonio Sannino e Vincenzo Spagnuolo.
Salvatore per gli inquirenti è una vittima innocente di camorra, coinvolto suo malgrado in una faida di cui non sapeva nulla. La sua unica colpa: guidare un auto dello stesso modello e dello stesso colore dell’uomo che era stato condannato a morte. Scambiato per uno degli uomini del clan Birra. Una morte inaccettabile.

Il tempo passa è vero, ma se hai amato realmente qualcuno sai che difficilmente riesce a cancellare i ricordi, che in questo caso, pesano come dei macigni.
Siamo consapevoli che ora per i familiari comincerà un duro percorso, riaffioreranno ferite mai sanate. Un percorso difficile che percorreranno anche con noi al loro fianco.

Mancano poche ore al processo. E’ arrivato il tempo della verità per una vittima innocente. E’ arrivato il momento di fare giustizia per Salvatore.

 

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di Giulio Incoronato

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