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Federico del Prete, una storia di resistenza alla camorra (e alla corruzione)

Medaglia d’oro al valore civile. “Per aver combattuto battaglie di legalità da sindacalista per gli operatori del commercio e per aver efficacemente collaborato con le Forze dell’ordine, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Altissimo esempio di impegno civile e impegno morale spinti fino all’estremo sacrifico”.

Federico, ottavo di una antica famiglia frattese di dodici figli, vittima innocente della camorra, morto a Casal di Principe, ucciso da mano assassina per il suo impegno coraggioso di contrasto e di denuncia delle prepotenze criminali ai danni dei mercatari.

“Mi chiamo Del Prete, sono il segretario regionale del sindacato autonomo ambulanti: ho urgente bisogno di parlare con voi, devo farvi vedere carte importanti” era il 4 settembre del 2001 quando Federico telefonò alla redazione napoletana del quotidiano “il Mattino” per spiegare che cosa stava accadendo al mercato di San Giovanni a Teduccio, dando così inizio alla sua vicenda di pubblica denuncia delle angherie e degli abusi criminali; con il tempo le sue denuncie diventarono sempre più precise e meticolose, raccogliendo informazioni in tutti i mercati e poi presentando esposti dettagliati. Storica, ormai, la sua sfida ai camorristi di Mondragone che per imporre il pizzo si servivano addirittura di un vigile urbano: non ebbe esitazioni a denunciare tutto alle forze dell’ordine; iniziò recandosi presso la squadra mobile di Caserta dove poi consegnò un’articolata denuncia di quanto accadeva da alcuni anni a Mondragone al mercato domenicale, dove gli ambulanti erano costretti a pagare dagli estorsori del clan locale che si avvalevano anche della collaborazione del vigile urbano colluso.

Federico fu ucciso la sera del 18 febbraio del 2002 a Casal di Principe, presso la sede del suo Sindacato. Di particolare significato e valore, la sua instancabile battaglia contro il racket, tristemente famosa la storia del mercato settimanale di Mondragone, dove l’ esattore del ”pizzo” per conto dei clan locali, era un vigile urbano del Comune di Mondragone. Adesso, proprio a Mondragone, con il sostegno di Libera, è sorta un’associazione antiracket, a difesa di tutti gli operatori del commercio, proprio intitolata al suo nome. Queste poche note per sintetizzare la vicenda umana di un umile grande uomo e per dire che, proprio a dieci anni dalla morte di questo coraggioso figlio di Frattamaggiore, su forte impulso di Vincenzo, fratello primogenito dei dodici, a Frattamaggiore abbiamo iniziato il percorso per far sorgere e costituire un presidio di Libera, l’associazione di promozione sociale fondata da Don Luigi Ciotti, a Frattamaggiore, da intitolare, salva approvazione della famiglia, proprio a Federico.

Sintetizzata proprio nel motto “Educarsi alla legalità, educare alla legalità” la principale finalità del Presidio di Frattamaggiore, con uno sguardo attento soprattutto alle giovani generazioni e alla loro formazione per una cittadinanza consapevole, attiva e responsabile, non mancando anche di essere, “sentinella di legalità” del proprio territorio di competenza, con un forte accento sulla necessità della massima trasparenza amministrativa di contrasto ad ogni forma di illegalità e corruzione. Proprio in ossequio alla “mission” principale che è, ripetiamo, educativa e formativa, hanno già aderito a Libera la Scuola Media Statale “B. Capasso” e il Liceo Scientifico Statale “C. Miranda” di Frattamaggiore.

Federico Del Prete, frattese, della cui storia esemplare, per non dimenticare, facciamo memoria (il 18 febbraio è il 12° anniversario dalla morte).

Sottoterra Antimafia

di Redazione