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1992 Vincenzo Costa Di 43 anni Ucciso a Siderno (RC)
Ancora non si conoscono le ragioni per cui Vincenzo Costa fu assassinato.
1992 Strage di via D’Amelio Avvenuta a Palermo
Muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina, Walter Eddie Cosina e Agostino Catalano. Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D’Amelio dove viveva sua madre.
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Una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l’abitazione della madre detonò al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina. PAOLO BORSELLINO nacque a Palermo il 19 gennaio 1940. Dopo essere divenuto magistrato, svolse diversi incarichi e arrivò al tribunale di Palermo nel 1975, collaborando all’Ufficio istruzione processi penali, sotto la guida di Rocco Chinnici. Con il capitano Basile lavorò alla prima indagine sulla mafia. Partecipò al lavoro del pool antimafia che comprendeva anche Giovanni Falcone, sotto la guida di Rocco Chinnici. Promosse e partecipò a iniziative volte a sensibilizzare i giovani contro la mafia. Il 4 agosto 1983 Chinnici venne assassinato e così a coordinare il pool fu chiamato il giudice Antonino Caponnetto. I magistrati raggiunsero ottimi risultati con il primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Conclusa l’istruttoria processuale, Borsellino chiese il trasferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, per ricoprire l’incarico di procuratore capo. Nel 1987 Caponnetto lasciò la guida del pool per problemi di salute e la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di sostituirlo con Antonino Meli, anziché con Giovanni Falcone come tutti attendevano, spinse Borsellino a denunciare pubblicamente l’errore della scelta e i pericoli di vedere svanire il lavoro del pool. Successivamente chiese ed ottenne di essere trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo con funzioni di procuratore aggiunto. Alla fine del 1991 fu delegato al coordinamento dell’attività dei sostituti facenti parte della Direzione Distrettuale Antimafia. Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone venne assassinato a Capaci. Borsellino rifiutò l’offerta di prendere il suo posto nella candidatura alla Superprocura, per rimanere al suo posto, continuare la lotta alla mafia e indagare sull’assassinio dell’amico e collega. Il 19 luglio 1992 venne ucciso a Palermo, in via D’Amelio, sotto la casa della madre. Paolo aveva 52 anni.
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