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Vittime innocenti: 30 giugno - Radio Siani
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Vittime innocenti: 30 giugno

  • 1963 Strage di Ciaciulli
  • 1963 Giuseppe Tesauro e Pietro Cannizzaro
  • 1983 Attilio Aceti
  • 1999 Elisa Valenti

1963
Strage di Ciaciulli
Avvenuta a Palermo

I Carabinieri di Palermo vennero avvertiti della presenza di un’auto sospetta parcheggiata davanti al
viale di Villa Serena, Borgata Ciaculli, presso i terreni di proprietà dei fratelli Salvatore e Giovanni Prestifilippo. La segnalazione appena arrivata fu passata al tenente Mario Malausa che subito collegò il luogo della segnalazione con l’abitazione di Totò Greco.

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Così, l’ufficiale inviò una pattuglia a piantonare l’automobile chiedendo anche l’intervento degli artificieri. Giunto sul posto insieme al maresciallo Calogero Vaccaro, Malausa incontrò altri due colleghi, Marino Fardelli ed Eugenio Altomare, e un uomo in borghese, il maresciallo di pubblica sicurezza Silvio Corrao. Poco dopo, giunsero anche gli artificieri Pasquale Nucci e Giorgio Ciacci. I due artificieri disinnescano l’ordigno, una bombola di gas posta all’interno della vettura, ignari della presenza di un sistema a doppia carica. La bombola infatti era un’esca e una seconda carica esplosiva, collegata alla porta del portabagagli con un congegno a strappo, era stata attivata dal tenente Mario Malausa che lo aveva aperto. Morirono nello scoppio Mario Malausa, Silvio Corrao, Calogero Vaccaro, Eugenio Altomare, Marino Fardelli, Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.

1963
Giuseppe Tesauro e Pietro Cannizzaro
Di 41 e 52 anni
Uccisi a Villabate (PA)

Il panettiere Giuseppe Tesauro e Pietro Cannizzaro, custode di un garage, restarono uccisi nell’esplosione di un’autobomba. Giuseppe Tesauro, faceva il panettiere e la notte del 29 giugno 1963 si trovava nel panificio in cui lavorava. Ad un tratto vide del fumo che fuoriusciva da un’automobile che era parcheggiata davanti ad un garage chiamato “Gatto Verde”. Si avvicinarono all’automobile per cercare di spegnere il fuoco ma quando Cannizzaro provò ad aprire l’auto, questa esplose perché imbottita di tritolo. Pietro Cannizzaro e Giuseppe Tesauro morirono sul colpo.


1983
Attilio Aceti
Imprenditore di 62 anni
Ucciso a Figline Vegliaturo (CS)

Attilio Aceti è stato un imprenditore calabrese attivo nel campo della ristorazione, ucciso dalla ‘ndrangheta per aver denunciato i suoi estorsori. Proprietario di un ristorante a Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, nel corso del 1983 aveva subito pesanti intimidazioni, tra cui due incendi d’auto per essersi rifiutato di pagare venti milioni di lire come corrispettivo della “protezione”.

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Rivoltosi ai Carabinieri, finse di cedere al ricatto fissando la data per la consegna della prima rata da cinque milioni, in un pacchetto lasciato nei pressi di una fontana in una strada di provincia. Una volta andati a recuperare il pacchetto, la banda di estorsori venne arrestata. La mattina del 30 giugno 1983 era andato in un terreno di sua proprietà dove sparì: i Carabinieri pensarono subito a un sequestro per vendetta, avendo trovato il suo furgone con le chiavi ancora inserite nel cruscotto e le portiere aperte. Il corpo venne rinvenuto due giorni dopo in un terreno di sua proprietà dal fratello Pasquale. Il corpo era nascosto tra cespugli di rovi a ridosso di un pollaio e a pochi metri dal furgone e non riportava ferite. Gli agenti della polizia di Stato trovarono una pistola speciale di quelle usate per macellare gli animali con l’unico proiettile in canna e una bottiglia di brandy vuota.

1999
Elisa Valenti
Di 22 anni
Uccisa a Nissoria (EN)

Il 30 giugno 1999 veniva assassinata a Leonforte, la giovane Elisa Valenti, vittima dell’omicidio del fidanzato Filippo Musica: un duplice delitto di mafia rimasto irrisolto per 10 anni. Elisa aveva solo 22 anni e pagò con la propria vita la sfortuna di essersi trovata nel posto sbagliato.