Tra le più importanti compositrici e orchestratrice di livello internazionale, Maria Chiara Casà ha ricevuto recentemente il prestigioso riconoscimento dell’Attestato di merito 2025 della Bixio Academy. Protagonista con la creazione della colonna sonora “Come Fratelli” di Antonio Padovan, ma anche collaborazione con il Teatro Massimo di Palermo in Cantovs-Canto per Rosalia e tante altre partecipazioni a produzioni di livello mondiale, eleva la sua lettura e scrittura musicale ad una trasformazione dell’arte della gentilezza in musica e suono corredata dal sui grande talento in fase di scrittura e creazione artistica.

Maria Chiara Casà, lei ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dalla Bixio Academy, quale valore aggiunto regala questo premio, al suo già importante percorso musicale?
L’attestato di merito della Bixio Academy mi onora profondamente e mi rende molto felice. Ringrazio Edizioni Musicali Bixio per questo riconoscimento: è uno dei pochi premi dedicati ai giovani compositori e rappresenta quindi un segnale concreto e significativo nella realtà musicale attuale, capace di incoraggiare chi desidera intraprendere il percorso nel mondo delle colonne sonore. Per me è stata un’ulteriore stretta di mano, carica di fiducia e stima rinnovata e per questo ne sono estremamente grata. Sono consapevole che la mia carriera, dopo un’intensa gavetta, stia adesso adesso sbocciando e si trovi ancora in una fase iniziale e proprio per questo il premio arriva come una pacca sulla spalla, un incoraggiamento sincero che mi sprona a fare sempre meglio. Credo che la gentilezza, soprattutto di questi tempi, non sia mai scontata: quando si manifesta in modo inatteso rappresenta per me una delle parti più belle della vita, un sentimento che lascia un sorriso disteso e mi ricorda quanto sia sempre possibile ricercare la Bellezza. Con il mio lavoro provo a tradurla in suoni e note e Bixio è una di quelle realtà che oggi mi permette concretamente di fare della composizione il mio lavoro, non solo un mezzo di sopravvivenza. Un traguardo che fino a pochi anni fa non avrei immaginato possibile e che oggi vivo con sincera gratitudine. Grazie.
Lei è compositrice, orchestratrice e vanta numerose collaborazioni a livello internazionale. Tecnicamente, quali solo le differenze per la scrittura musicale dei vari linguaggi di teatro, cinema e televisione?
La prima differenza che mi viene in mente riguarda il vincolo formale tipico della scrittura per immagini: la scena, i movimenti di macchina, il ritmo interno del montaggio e la struttura narrativa costituiscono elementi determinanti. In questo contesto il compositore “traduce” in musica le esigenze emotive e le indicazioni del regista, avanzando proposte, idee e a volte anche visioni differenti che sono sempre funzionali al dialogo con l’immagine.
Per questo motivo, ad esempio, considero l’ascolto di una colonna sonora senza la visione del film per cui è stata concepita inevitabilmente parziale: può certamente emozionare, come accade nei concerti in cui la musica viene eseguita in forma autonoma, ma difficilmente raggiunge l’intensità che nasce dalla simultaneità di musica e immagini. Naturalmente questa è la mia esperienza personale.
Quando invece la scrittura è svincolata da immagini o da una sceneggiatura, il paradigma cambia. Il compositore non deve rispondere a vincoli esterni: certo, può esistere un libretto o un programma extra-musicale scelto ed utilizzato come riferimento dal compositore stesso, ma all’interno di una piena libertà espressiva. Tuttavia questa libertà può trasformarsi in un paradosso creativo: l’assenza di paletti, pur offrendo un ampio margine di scelta, talvolta genera una forma di blocco, perché richiede una maggiore responsabilità di scelta e nel definire autonomamente direzione, struttura e senso del discorso musicale. In fondo, è il prezzo della libertà.
Nelle collaborazioni di produzioni cinematografiche estere, una sua tutte Casa en flames, crede che ci sia un modo diverso di intendere e percepire la scrittura musicale all’esterno del mercato italiano?
Credo che l’interpretazione della scrittura musicale vari soprattutto in relazione al vissuto e alla sensibilità individuale. Ogni regista con cui mi sono confrontata è stato profondamente diverso dall’altro perché ogni essere umano porta con sé uno sguardo e una sensibilità propri. C’è chi presta maggiore attenzione a determinate sfumature emotive e chi, invece, privilegia altri aspetti del racconto della vita, orientando di conseguenza il dialogo musicale e le richieste creative.
Grazie a ciascuna collaborazione ho attraversato passaggi importanti, talvolta fondamentali, del mio percorso umano e professionale, sperimentando ascolto e crescita. A ben pensarci, non sono nemmeno io la stessa persona rispetto alla mia prima esperienza cinematografica: ogni progetto lascia una traccia e contribuisce a ridefinire lo sguardo con cui affronto il lavoro successivo.
Lei siciliana, ha collaborato recentemente anche per il Teatro Massimo di Palermo ed è recente il suo lavoro per il canto di Santa Rosalia. Ci racconta questa commissione?
“CantVs – Canto per Santa Rosalia” è uno dei brani a cui sono più legata. Mi è stato commissionato come pezzo di apertura della Stagione Estiva 2025 del Teatro Massimo di Palermo e questa richiesta, oltre che una commissione importantissima per la mia carriera, l’ho percepita come un dono prezioso e vissuta con un forte senso di responsabilità nella scrittura: la città che amo, che mi ha cresciuta e nella quale ho vissuto le esperienze fondamentali di formazione umana e musicale, mi chiedeva un lavoro dedicato a Santa Rosalia, figura profondamente radicata nella devozione e nella tradizione palermitana.
La commissione è arrivata in un momento in cui avvertivo un bisogno quasi fisiologico di scrivere e comunicare, forse anche di pregare. È nato così un brano per coro misto e pianoforte in cui, a partire da una nube sonora iniziale, prende forma una preghiera che si intreccia con la tradizione popolare, alle “vanniate” gridate sotto il carro durante il Festino, così la dimensione sacra e quella profana confluiscono in un unico flusso sonoro come il fiume di persone attraversa le vie della città portando in spalla la Santuzza.
In questo lavoro ho riversato anch’io un fiume di gratitudine, calore, appartenenza, per gli anni vissuti a Palermo, che per me è casa, per le tradizioni e le persone incontrate lungo il percorso che porto con me anche quando sono lontana, per il richiamo magnetico e costante che quella terra continua ad esercitare su di me. E la cosa più bella è stata poi il ritorno emotivo di tutto questo, le lacrime di chi eseguiva, di chi in sala ascoltava, il riuscire a comunicare senza dire una parola, solo con la Musica.
Negli ultimi anni ogni fase della mia scrittura è diventata introspezione, un interrogarmi, ad esempio, su cosa posso dare e dire di me, sul come farlo e sul perché, su cosa lasciare agli altri e su quale significato possa avere poi oggi scegliere di uscire di casa per recarsi in una sala da concerto ad ascoltare musica nuova. Queste riflessioni hanno accompagnato anche la nascita di “CantVs”, eseguito in prima assoluta nella Sala Grande del Teatro Massimo, luogo che dagli anni di studio in poi è stato per me un vero e proprio “posto del cuore”, capace di offrire sollievo già solo contemplandolo dalla panchina di fronte in Piazza Verdi o sfiorandone con le dita le colonne in pietra. E la risposta a queste mie domande è sempre stata lì, nell’epigrafe che ogni passante può leggere proprio da quella panchina: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”. Ogni volta che scrivo spero di riuscire a perseguire questo intento, senza dimenticare chi sono.
Per il 2026 quali saranno i suoi impegni?
Spero quest’anno di riuscire a trovare un po’ di tempo per tornare a rivedere la mia Inter allo stadio, l’ultima volta avevamo ancora Conte… Scherzi a parte, il 2026 si prospetta già carico di impegni e spero possa essere un anno altrettanto fruttuoso e felice come il 2025. Attualmente sto lavorando alla colonna sonora di un nuovo film, una commedia molto interessante, e sono in cantiere ulteriori collaborazioni e progetti musicali di diversa natura che non tarderanno ad arrivare.
Sergio Cimmino
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