
“L’amore impossibile” di Chiara Tortorelli (Homo Scrivens Edizioni), viaggia su due incredibili piani narrativi: il primo, è la incredibile facilità di scrittura trasparente, netta, reale, che si collega in maniera quasi tecnica alle dinamiche fisiche e teoremi che ben corredano le vicende delle protagoniste, l’altra è l’anima “filosofica” della Tortorelli, che metta al centro l’amore, ricollegandosi al Simposio di Platone in cui l’amore è tutto, ma anche oltre, infinito e rischio, contaminazione e scambio. Le figure narrative, delle varie protagoniste, ognuna sfaccettata nella scoperta del sesso, della disperazione, del dramma o del desiderio, vivono di momenti intensi, con sottili ombre erotiche, circondate dalla vera contrapposizione dell’amore: la sua anima impossibile, talvolta tesa a combattere contro rifiuti, pregiudizi o tensioni. La declinazione temporale di questo amore, varia nella vita e nell’età, dalla giovinezza fino al “tempo delle rughe”, come ci ricorda il personaggio di Barbara, ma che racchiude in esso una visione “eretica” dello stesso, non per ribellione ma per sfida a convenzioni facilistiche dell’era modera, di linguaggio o faciiltà. L’amore impossibile di Chiara Tortorelli , è la conoscenza di se stessi, che scavalla ingranaggi e convezioni e ci ricorda che ogni amore, od esperienza della nostra vita, va vissuta, spinta da un forza che ci accompagnerà per sempre , e che rinforzerà anche l’altra persona, ricordandoci che in un ognuno di noi rimane un pezzo dell’altro, in maniera inevitabile saremmo sempre influenzati, o spinti da un unico sistema.
Sergio Cimmino
Radio Siani la radio della legalità