Home / Magazine / WebGiornale / Cultura / Giancarlo Colaprete: “Andrea Lo Vecchio, una penna musicale e televisiva piacevolmente trasgressiva ma dall’animo gentile”

Giancarlo Colaprete: “Andrea Lo Vecchio, una penna musicale e televisiva piacevolmente trasgressiva ma dall’animo gentile”

Giancarlo Colaprete, scrittore e autore del volume “A modo mio …basta un attimo – Biografia illustrata di Andrea Lo Vecchio” pubblicata da Compagnia Nuove Indye, ripercorre il tratto umano e cristallino dell’incredibile amicizia vissuta al fianco dell’autore Andrea Lo Vecchio, tra le più importanti penne della musica ,televisione e cultura italiana. Da Vecchioni a Mina , ma anche Raffaella Carrà, a programmi tv come “Canzonissima””Furore” e sigle per cartoni animati come “Gundam” “L’alfabeto di Bia”, sono solo una parte dell’incredibile versatilità di Lo Vecchio, autentica figura istrionica del panorama italiano, attivo e ammirato a livello nazionale anche come produttore, talent scout, manager, produttore e scrittore. Una biografia che evince il suo rapporto unico e caleidoscopico con la vita di Lo Vecchio, esaltata, tra ricordi intensi , in un percorso carico di momenti emozionanti, immagini che restituiscono un prezioso volume unico nel suo genere.

Giancarlo, ci racconta come nasce il suo legame con un grande autore della musica leggera come Andrea Lo Vecchio?

Il Destino, che ringrazio ancora, ha voluto che Andrea venisse scelto a buon diritto quale presidente della giuria del Premio Nazionale Augusto Daolio “Un giorno insieme” edizione 2007, che si teneva a Sulmona mia città natale, e che io fossi invitato dall’Associazione che organizzava la manifestazione, il Nomadi Fan Club, a fargli gli onori di casa andando a riceverlo alla stazione ferroviaria. A quel tempo lavoravo al Comune, ero il responsabile anche dell’Ufficio Cultura e per tale qualità fui inserito nella giuria. È cominciato così e straordinariamente il mio viaggio in quel caleidoscopio multicolore e multiforme rappresentato dalla vita di Andrea Lo Vecchio con, al centro, la nostra reciproca amicizia. Cristallina e disinteressata.

Il volume, prezioso ed attento, si suddivide in molte interviste e viene realizzato come una biografia illustrata. Ci racconta l’elaborazione di tutto il progetto, dal punto di vista temporale?

Le interviste, veramente tante e belle, mi inorgogliscono e le ho tenacemente volute da chi ha ricevuto luce e valore dalle sue canzoni. Andrea aveva letto e apprezzato i lavori preparatori di altra mia biografia, scritta insieme all’amico Fernando Fratarcangeli, dedicata al mio concittadino Tony Del Monaco, cantante che partecipò quattro volte a Sanremo (1967/8/9 e 1970) e molto noto negli anni Sessanta e Settanta per diversi suoi successi. Andrea, per essere stato a casa mia tante volte, conosceva tutti i vari passaggi di quel work in progress, impreziosito anche di un suo contributo che per me vale quanto una medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi! Per cui un giorno a casa mia nel mese di marzo del 2014, prima che lui andasse in scena con lo spettacolo in due atti dal titolo Un lunghissimo secondo, su un foglio di carta intestato ad una sua società con sede a New York scrisse di getto che, alla sua dipartita, avrebbe auspicato un concerto nella piazza centrale della mia città con le sue migliori canzoni. Non pago, un giorno mentre gli chiedevo un autografo su un suo libro di poesie, “rincarò” il vincolo dell’obbligazione morale raddoppiando l’investitura definendomi su un pezzo di carta che ancora conservo suo… “biografo ufficiale”. Anche a voce, più volte, in modo suadente, gentile e spontaneo mi chiese di scrivere la sua di biografia ma, avendo conosciuto solo parte delle sue opere attraverso sondaggi superficiali, gli risposi che il suo “canzoniere” era smisurato. Quindi, come in un incontro di pugilato, le mie energie erano…. manifestamente inferiori di fronte alle sue.

Poi il 17 febbraio 2021, dopo averlo chiamato al telefono scoprendo che era ricoverato all’Istituto Gemelli di Roma, seppi che poco dopo era deceduto a causa del Covid-19.

A quel punto non ho potuto sottrarmi al dovere morale e piacere culturale di studiare la sua vita, le sue opere, il suo universo umano e lavorativo. E così, dopo circa due anni di incessanti ricerche sul web, su database musicali mondiali e raccolta di testimonianze anche di persone a lui vicine, la bozza del libro è finita nelle mani di Paolo Dossena che con la sua Compagnia Nuove Indye ha ritenuto la biografia meritevole di essere pubblicata visto lo spessore dell’ artista trattato.

Andrea Lo Vecchio, vanta tantissime collaborazioni ed è autore e co-autore di incredibili capolavori come Rumore, Luci a San Siro, e tanti altri. Le ha mai raccontato di come nacquero nella sua mente questi gioielli della musica italiana?

Andrea era di una umiltà ed umanità disarmanti e mai si dava vanto della sua lunga collana di perle, inanellate in cinquanta anni di carriera e professionismo condotti ad altissimo livello. Conosco ovviamente la genesi dei brani di successo citati e di altri anche più conosciuti anche non accreditatigli ma, se mi è consentito raccontare un aneddoto, allora vorrei riferirmi al brano Rumore di Raffaella Carrà.

Andrea ne aveva scritto il testo su musica di Guido Maria Ferilli (l’arrangiamento e direzione d’orchestra saranno curati superbamente da Shel Shapiro) ma il brano, provinato in maniera eccellente da Donatella Moretti, fu inviato alla CGD dove, ascoltato da Alfredo Cerruti, fu girato a Gianni Boncompagni. Questi, in qualità di autore, stava lavorando alla trasmissione RAI Canzonissima ‘74 che prevedeva il lancio di Raffaella Carrà come showgirl. Da questa carambola di traiettorie di vita, apparentemente casuale, nacque la richiesta di Boncompagni a Lo Vecchio non solo di costruire attorno a Rumore un intero long playing, che fu realizzato con il titolo di Felicità tà tà (vi figurano ben 6 brani a firma di Andrea) ma, inaspettatamente, anche quella di diventare autore della trasmissione stessa con iniziale, garbato e umile rifiuto di Lo Vecchio che si riconosceva doti di paroliere e compositore musicale ma non certo l’altra di autore televisivo. Al che Boncompagni allestì per Lo Vecchio la camera degli ospiti a casa di Raffaella Carrà in cui soggiornò per 4 mesi collaborando in maniera determinante al lancio della soubrette nonché al successo dello spettacolo e del brano Rumore, che ha venduto nel mondo più di 10 milioni di copie.

Tra l’altro Rumore, per il tema trattato nel contesto sociale dell’epoca, avvertito come incerto, oggi viene definito…simbolo di resilienza.

Tantissimo potrei dire anche a proposito di Luci a San Siro di Roberto Vecchioni, Una lacrima sul viso di Bobby Solo, E poi… e Ormai di Mina, Era di Wess & Dori Ghezzi, A modo mio – My Way di Patty Pravo/Frank Sinatra, Donna Felicità de I Nuovi Angeli, Falsità di Isabella Iannetti etc.

Ed in più nella sua carriera artistica è giusto ricordarlo anche come autore televisivo della citata Canzonissima, Drive In e Premiatissima, Tale e Quale Show, Festival di Sanremo 2010 ma anche come creatore di sigle di cartoni animati come Bia, Gundam e Judo Boy. Una versatilità unica nel panorama italiano, giusto?

È appunto questo che emerge dalla biografia la quale, come una lente di ingrandimento, ha messo a fuoco tutti i vari ambiti della vita professionale di Andrea e con tutti i contributi possibili di lui quale paroliere, musicista, autore radio-televisivo, produttore discografico, scrittore, talent scout, manager. Era proprio questo il limite in cui temevo di imbattermi nella stesura del libro a lui dedicato ma che, forse proprio con il suo aiuto dall’alto, sono riuscito a rimuovere. Almeno se considero che, mi si conceda, oggi la più grande soddisfazione che io possa trarre dal lavoro svolto è lo stupore che incontro nei lettori i quali strabiliano nell’apprendere che dietro tanti successi divenuti anche evergreen si cela proprio Andrea. Vedere sul viso di queste persone l’espressione raggiante di chi ha scoperto una verità sconosciuta da tanti anni per me è piacevole e restituisce al Maestro Lo Vecchio quanto gli era dovuto.

Avete citato canzoni per bambini, bene! Andrea affermava che una canzone, per capire se piacerà, bisogna farla ascoltare ad un bambino e starlo a guardare. Aveva ragione lui, anche quando, è una chicca, ha scritto testi per brani di punk rock e rock progressive.

Quale peculiarità, secondo lei, ha lasciato alla musica italiana la sua incredibile penna di autore musicale e televisivo?

Anni fa, molto prima dell’affermarsi dell’intelligenza artificiale, lessi su un settimanale che era stata messa a punto una formula matematica per scrivere canzoni di successo. Sarà ma io, ascoltando i testi e le musiche di Andrea, ritengo di dover richiamare il giudizio che di lui ha dato l’amico Al Bano che lo ha definito “avanguardista e trasversale”. Io aggiungerei anche …piacevolmente trasgressivo poiché le sue canzoni, lungi da artifizi matematici o tecnologici di ogni genere, sono un chiaro stimolo alla ricerca della non omologazione ed alla riflessione superiore e universale partendo dall’io interiore dell’uomo e della donna, anche bambini. Andrea Lo Vecchio ha trattato numerosi temi che appartengono all’essere umano quali l’amore, l’amicizia, il sesso, il tradimento, la nascita, la morte, l’amicizia, il coraggio, la relazione con la vita al sopraggiungere del declino, il rapporto con Dio. Nel guardare all’orizzonte, lo sguardo di Andrea è sempre stato alto e profondo, forse perché umilmente consapevole che il suo pensiero, attraverso le opere, sarebbe durato negli anni superando il tempo e lo spazio. Ecco perché siamo ancora qui a parlare di lui e del mondo di ognuno di noi attraverso i suoi occhi e i suoi sentimenti.   

Sergio Cimmino 

Vedi Anche

INTERVISTE: “Lexikon 80” l’opera di Teatro civile ispirata a Giancarlo Siani firmata da Giovanni Taranto

Sabato 10 gennaio la prima di “Lexikon 80”, nuovo lavoro teatrale dedicato a Giancarlo Siani, …