Deprecated: Creation of dynamic property FG_Joomla_to_WordPress_Premium::$parent_plugin_name is deprecated in /web/htdocs/www.radiosiani.com/home/radiosiani/wp-content/plugins/fg-joomla-to-wordpress-premium/includes/class-fg-joomla-to-wordpress-premium.php on line 77
Ercolano, uccise due giovani scambiandoli per ladri: confermato l’ergastolo per Vincenzo Palumbo - Radio Siani
Home / Magazine / WebGiornale / Cronaca / Ercolano, uccise due giovani scambiandoli per ladri: confermato l’ergastolo per Vincenzo Palumbo

Ercolano, uccise due giovani scambiandoli per ladri: confermato l’ergastolo per Vincenzo Palumbo

Nessuno sconto di pena per Vincenzo Palumbo. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti del camionista di Ercolano accusato dell’omicidio di Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella, due giovani di Portici uccisi nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 2021.

Per i giudici non si trattò di un atto di difesa, ma di un duplice omicidio volontario. La sentenza di secondo grado ha quindi ribadito quanto già stabilito in primo grado nel marzo 2023: Palumbo dovrà scontare la pena dell’ergastolo per la morte dei due ragazzi, entrambi incensurati e con una vita davanti.

La notte della tragedia

Era una notte come tante nella zona di San Vito, frazione collinare di Ercolano alle pendici del Vesuvio. Tullio Pagliaro, 26 anni, e Giuseppe Fusella, 27 anni, erano nella loro auto, fermi in via Marsiglia, a poca distanza dall’abitazione di Palumbo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due giovani si trovavano probabilmente in quella zona per trascorrere qualche momento insieme. Non stavano entrando nella casa del camionista né rappresentavano una minaccia.

Palumbo, invece, ha sempre sostenuto una versione diversa: secondo quanto dichiarato dall’uomo, avrebbe creduto che i due fossero ladri intenzionati a introdursi nella sua abitazione e avrebbe reagito per difendere la propria proprietà.

Una convinzione che, però, non ha trovato riscontro secondo i giudici.

Undici colpi contro l’auto

Il camionista impugnò una pistola legalmente detenuta, per la quale aveva un porto d’armi a uso sportivo e venatorio, e sparò undici colpi verso la vettura.

Cinque proiettili raggiunsero i due giovani, uccidendoli.

Una dinamica che, secondo l’accusa, ha escluso la possibilità di parlare di legittima difesa: per i magistrati, infatti, non vi sarebbe stata una situazione di pericolo tale da giustificare una reazione armata di quella portata.

La scena che si presentò ai soccorritori quella notte raccontò una tragedia assurda: due ragazzi trovati senza vita all’interno di un’auto, colpiti mentre erano fermi a pochi metri dall’abitazione dell’uomo che aveva premuto il grilletto.

Il dolore delle famiglie e il processo

La morte di Tullio e Giuseppe sconvolse le comunità di Portici ed Ercolano, che si strinsero attorno alle famiglie delle vittime.

Durante il processo Palumbo ha espresso più volte il proprio rammarico per quanto accaduto, arrivando anche a scrivere lettere di scuse ai familiari dei due giovani.

Una richiesta di perdono che, però, non ha cancellato il dolore delle famiglie, che hanno sempre chiesto giustizia per due vite spezzate troppo presto.

Nel marzo 2023 la Corte d’Assise di Napoli aveva inflitto la condanna all’ergastolo, riconoscendo la responsabilità dell’imputato per il duplice omicidio. La decisione è stata ora confermata in appello.

Una tragedia che riapre il dibattito sulla sicurezza e sulle armi

La vicenda di Ercolano ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema dell’uso delle armi private e dei confini della legittima difesa.

Un caso diventato simbolo di una domanda rimasta sullo sfondo per tutta la vicenda giudiziaria: fino a che punto può spingersi la reazione di chi crede di essere vittima di un’aggressione?

Per i giudici che hanno esaminato il caso, quella notte non ci fu una difesa necessaria, ma una scelta che provocò la morte di due giovani innocenti.

A distanza di anni, i nomi di Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella restano legati alla tragedia di una notte in cui un errore di valutazione trasformò una strada di Ercolano in luogo di dolore e lutto.

Giuseppe Scognamiglio

Vedi Anche

Scorta per Lliana Segre: sopravvissuta ad Aschwitz, oggi ci ricorda che il nazismo può tornare.

Uscita viva dai campi di concentramento della seconda guerra mondiale, ma in pericolo a 89 …