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Vittime innocenti: 15 giugno

  • 1876 Giuseppe Aguglia
  • 1987 Antonio Civinini
  • 1993 Giovanni De Giorgi
  • 2013 Anna Fiume
  • 2016 Angela Fusco

1876
Giuseppe Aguglia
Caporale delle guardie campestri
Ucciso a Bagheria (PA)

Giuseppe Aguglia, caporale delle guardie campestri (l’equivalente degli odierni vigili urbani), stava passeggiando per le vie di Bagheria con la moglie quando venne ucciso da uno sconosciuto. Secondo le fonti dell’epoca il movente era da ricercare nella sua ferma opposizione alla mafia locale.


1987
Antonio Civinini
Carabiniere di 28 anni
Ucciso a Vibo Valentia

Antonio Civinini era un giovane carabiniere originario di Palermo. Il giorno prima della sua morte, passeggiava per il Centro di Vibo Valentia con un collega che come lui lavorava nella Compagnia speciale dell’aeroporto di Vibo, Vincenzo Cataldo, entrambi fuori servizio.

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Ad un tratto, nell’affollata piazza principale della città, i due notarono un uomo che portava una pistola alla cintola e decisero di fermarlo con discrezione per non scatenare il panico. L’uomo, tuttavia, fu subito colto dal panico e scaraventò Civinini a terra, sparandogli addosso numerosi colpi, in seguito ai quali egli morì il giorno successivo. Anche Cataldo, nel tentativo di intervenire, rimase ferito all’inguine. L’uomo, nel frattempo, si era dileguato. Grazie all’identikit ricostruito attraverso le testimonianze dei numerosi passanti, fu possibile identificarlo: si trattava di un uomo già noto a Polizia e carabinieri per traffico di stupefacenti. Egli fu rintracciato poche ore dopo nelle campagne fuori città, ma, in seguito ad uno scontro a fuoco con le Squadre speciali, riuscì a fuggire una nuova volta. Otto giorni dopo, i genitori del giovane telefonarono ai Carabinieri annunciando che egli era pronto a costituirsi, a condizione che fosse presente un magistrato per timore di rimanere ucciso in uno scontro a fuoco con le Forze dell’Ordine. Ottenuta questa garanzia, fu rivelato il nascondiglio del ragazzo.

1993
Giovanni De Giorgi
Carabiniere di 23 anni
Ucciso a Cesa (CE)

Giovanni De Giorgi, carabiniere originario di Galatone, in provincia di Lecce, muore a seguito delle gravi ferite riportate durante uno scontro a fuoco. De Giorgi è fuori servizio quando assiste ad una rapina; egli interviene prontamente ma viene ferito da uno dei due ladri. Accasciato al suolo, benché ferito, fa fuoco verso i malviventi aiutato anche da altri carabinieri accorsi sul luogo.

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Uno dei due rapinatori muore sul colpo, mentre l’altro viene ferito e tratto subito in arresto. Giovanni viene portato in ospedale ma muore poco dopo a causa delle gravi ferite di arma da fuoco. La sua memoria è stata insignita della medaglia d’Oro al valor militare con la seguente motivazione: “con grande coraggio e determinazione, benché libero dal servizio, affrontare due malviventi armati in fuga dopo una rapina. Sebbene gravemente ferito da numerosi colpi esplosigli contro fulmineamente, prima di accasciarsi esanime al suolo, reagiva con la propria arma unitamente a due commilitoni. La pronta e risoluta reazione di fuoco determinava il decesso di uno dei malfattori ed il ferimento dell’altro, subito tratto in arresto. L’operazione si concludeva con la cattura di altri due complici, il recupero della refurtiva ed il sequestro delle armi. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio”. Inoltre sono state intitolate alla memoria di Giovanni De Giorgi due stazioni dei carabinieri, una a Gricignano di Aversa nel 2008 e l’altra a Ruffano, in provincia di Lecce, nel 2010. Nel giugno 2013 viene organizzato un quadrangolare calcistico nello stadio comunale di Trezzo sull’Adda in memoria del carabiniere De Giorgi.Nel giugno 2020, a 27 anni dalla sua scomparsa, gli viene intitolata la Tenenza di Caivano che all’interno dell’edificio riporta una lastra in suo onore: “”Con grande coraggio e determinazione, benché libero dal servizio, affrontava due malviventi armati in fuga dopo una rapina. Sebbene gravemente ferito da numerosi colpi esplosigli contro fulmineamente, prima di accasciarsi esanime al suolo, reagiva con la propria arma unitamente a due commilitoni. La pronta e risoluta reazione di fuoco determinava il decesso di uno dei malfattori ed il ferimento dell’altro, subito tratto in arresto. L’operazione si concludeva con la cattura di altri due complici, il recupero della refurtiva ed il sequestro delle armi. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio”.

2013
Anna Fiume
Di 52 anni
Uccisa a Scampia (NA)

Anna Fiume è stata uccisa nella sua casa di via Ghisleri a Scampia. La Polizia ha arrestato il figlio, Ciro Ciccarelli, di 28 anni, con precedenti per lesioni e stupefacenti. Il giovane era nella casa dove il 118 ha trovato la donna senza vita.

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Secondo una prima ricostruzione, avrebbe picchiato a morte la madre. Il fatto è avvenuto intorno alle 4: nell’abitazione gli agenti del commissariato Scampia hanno trovato evidenti segni di colluttazione. Numerose ecchimosi sono state rilevate dai sanitari sul corpo della donna e sul viso del figlio. Secondo quanto appreso finora, non sarebbe stata utilizzata alcuna arma. Secondo gli inquirenti sarebbe stato il rifiuto della madre alla richiesta del figlio di portargli un bicchiere d’acqua l’elemento scatenante della violenta lite che ha condotto Ciro Ciccarelli, 28 anni, a picchiare la madre fino a ucciderla nella loro abitazione a Scampia. Il litigio, con pugni al viso, alle tempie e agli occhi sferrati con violenza dall’uomo, è scoppiato in una stanzetta attigua al bagno dove la donna si è poi recata ed è morta, dopo essersi accasciata al suolo forse per un malore. Secondo quanto si è appreso, frequenti erano i litigi tra madre e figlio, tossicodipendente che più volte, in passato, aveva cercato, inutilmente, di disintossicarsi anche trascorrendo un periodo nella comunità di San Patrignano.

2016
Aniello Lamberti

Di 54 anni
Uccisa a Nola (NA)

Un noto ortopedico, Aniello Lamberti, esplose due colpi di pistola alla testa di sua moglie Angela Fusco uccidendola sul colpo e poi fece un salto nel vuoto di tre piani. Le liti tra i due erano furibonde ma non si erano lasciati neanche dopo che i figli erano andati a vivere altrove. Una tragedia assurda che nessuno avrebbe mai immaginato in paese.