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Daniela Lourdes Falanga: “Credo in una politica in trasformazione, con una nuova generazione, che possa attuare una vera rivoluzione”

Tra il 17 Maggio 2020 e il 17 Maggio 2021 sono 190 le vittime di omolesbotransfobia, in un Paese dove la tutela di ogni singolo cittadino dovrebbe essere, giustamente ed equamente, garantita. Quelli appena riportati sono i casi resi noti ufficialmente, ma gran parte di questi reati non vengono resi pubblici, per timore delle vittime ad ulteriori ritorsioni o per la presenza di un forte retaggio culturale in diverse aree dell’Italia, incentrato sul silenzio e sull’omertà.

Omofobia.org definisce Giugno 2021 come: “Il mese più omofobo di sempre” con 19 episodi di discriminazione, con un totale di 30 vittime, una al giorno. Questi dati vanno letti secondo una doppia visione: da un’interpretazione positiva emerge che le vittime sono sempre più propense a denunciare i loro aggressori; invece secondo una visione negativa si assiste ad un maggiore aumento di aggressività generale, dovuta alla mancanza di specifici provvedimenti che sanzionino e puniscano, in maniera dettagliata, questi tipi di aggressioni.

Per questa ragione Daniela Lourdes Falanga è stata ospite di Radio Siani. Quella di Daniela non è una storia facile da raccontare in poche righe. Daniela nasce in una famiglia nella quale ha dovuto lottare per affermare la sua identità di donna e soprattutto per guadagnare la sua indipendenza. Successivamente, dopo molti ostacoli e lotte sociali, viene accolta con grande clamore ed entusiasmo dalla comunità Lgbtqi+, divenendo la prima Presidentessa di Arcigay Napoli.

Da sempre si è fatta carico di tematiche importanti, come quelle delle discriminazioni nella società e nelle carceri per le donne e gli uomini transgender, sottoposti a continui atti intimidatori e fortemente discriminatori. Recentemente si è schierata a favore del DDL ZAN, divenendone una delle principali promotrici. Secondo Daniela: “Un mondo fondato sulla parità descrive pienamente una Costituzione democratica in cui il diritto alla libertà e il diritto all’autodeterminazione siano diritti di tutti indistintamente. La Costituzione ha dei criteri secondo i quali i cittadini vengono ritenuti liberi ed eguali nel diritto all’autodeterminazione, ma a discrezione di chi la legge. Per questa ragione la legge Zan amplia la lettura della Costituzione, ma non la lede poiché la legge realmente affinché quel diritto di libertà di autodeterminazione appartenga a tutti indistintamente”.

A tal proposito è stato sottolineato come alcuni diritti “non sono per tutti” ed è per questo che occorrono dei provvedimenti che diano una visione più ampia e che includano tutti. A proposito del DDL Zan, Daniela ha aggiunto: “Non bisogna lasciare la nostra Costituzione nella lettura di una massa che è eteronormata e che vive con proprie regole, in cui le persone Lgbt, che non confluiscono nell’eteronormatività, non vengono comprese. Si parla di diritto di libertà e all’autodeterminazione che sono diritti di tutti. Il DDL Zan dà la possibilità a tutti di capire che questi diritti devono essere acquisiti anche dalle persone Lgbt. Finalmente si parla anche di persone trans che arrivano sempre ultime in una discussione politica, ma si parla anche di disabilità e di come la cultura sia misogina e che attacca sempre il femminile”.

Inoltre la Presidentessa di Arcigay Napoli ribadisce che crede fortemente in una politica che è in continua trasformazione con una nuova generazione che, con molta fatica, la sta attraversando, ma che cambierà in maniera inevitabile la politica che attende tutti nei prossimi anni. Infine, Daniela Lourdes Falanga, concludendo l’intervista ai microfoni di Radio Siani, ha dichiarato che le nuove generazioni: “Possono attuare dei cambiamenti che non prevedano soltanto una soluzione alle cose pratiche, ma che si incentrino sul riconoscimento delle persone che non vengono ascoltate dalla politica per mancanza di empatia delle istituzioni, le quali dovrebbero affiancarsi a chi riconosce realmente la popolazione: al Terzo settore, a chi è nelle scuole e a chi ascolta le difficoltà delle persone”. 

Cristian Sannino

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