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La Forza della Memoria – Gianmario Siani ricorda Giancarlo

Quando la Memoria diventa Impegno, si trasforma in Forza, appassionata, inesauribile, vitale.

E quella che contraddistingue le famiglie delle vittime innocenti della criminalità ne è un chiaro esempio: grazie a quella Forza, madri, padri, fratelli, sorelle, figli mantengono in vita i loro cari, scomparsi senza una capirne il motivo.

Eravamo ancora giovani studenti, noi, “i ragazzi di Radio Siani” – che dopo quasi 12 anni non ci si addice più, anagraficamente – quando abbiamo iniziato a conoscere quella Forza. Ad ogni manifestazione, incontro, dibattito, ricorrenza che richiedesse la loro presenza, i familiari erano lì, pronti a raccontare e a ricordare, spesso con la voce rotta dalla commozione ma che riecheggiava la voglia di urlare tutta la loro sofferenza, invocando la giustizia per i propri perduti.

Quella Forza si è manifestata sempre, in forme diverse, ritrovandoci spesso a disagio perché impotenti di fronte a tanto dolore ed incapaci poi di incanalarla e declinarla nel modo che meritava per raccontarla.

Quella stessa Forza che tanto ci ha ispirato in questi anni ci ha anche affascinato, perché è stata capace di trasformare tanto dolore in impegno e solidarietà, diventando esempio e, soprattutto, sostegno a tante realtà impegnate nella diffusione della cultura della legalità e alla memoria delle vittime innocenti.

Come hanno fatto Paolo, Carmen, Ludovica e Gianmario che, insieme al loro amico Geppino, il 12 agosto 2019, hanno dato vita alla Fondazione Giancarlo Siani Onlus, impegnata quotidianamente a mantenere vivo il ricordo di un ragazzo, barbaramente uccio il 23 settembre 1985.

E nel giorno del 36° anniversario della sua scomparsa, Gianmario Siani, nipote di Giancarlo, ci accompagna a visitare la Mostra “NONINVANO” nella Sala della Memoria del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dove è possibile ammirare la Mehari verde del giornalista, sopra la quale possano salire “tutte le vittime innocenti della criminalità, tutti i giornalisti uccisi e quelli minacciati. La Mehari, pur nella sua fragilità, è diventata simbolo di libertà e di lotta contro tutte le mafie, la corruzione e le illegalità. Si è fatta paladino di tutti i giornalisti aggrediti e offesi dai potenti e dai criminali.”

Sin da giovanissimi, Ludovica e Gianmario hanno assunto la responsabilità della memoria dello zio, rimasta sempre viva e “rumorosa” grazie al lavoro incessante del loro papà Paolo e dell’intera famiglia, la stessa che ci ha sempre sostenuto dal primissimo momento nelle attività del progetto “Radio Siani” e, successivamente in quelle della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani.

Giancarlo è diventato parte di noi ed immaginarlo circondato dalla Forza di una famiglia del genere, nel contesto di una giovinezza spensierata ed appassionata per il proprio lavoro, in qualche modo ci aiuta a non pensare al fatto che, quel giorno, quel 23 settembre di 36 anni fa, non gli è stato permesso di vivere la propria vita.

L’inaugurazione nel 2019

Grazie Giancarlo. E grazie alla Fondazione per averci fatto conoscere quel ragazzo, pieno di talento, passione e voglia di vivere.

23 settembre 1985 – 23 settembre 2021

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