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Giovanni Block : “ Le Metamorfosi di Nanni il mio album folle, dedicato a Carlo Longobardi”

Le Metamorfosi di Nanni di Barbara Napolitano è la favola in musica andata in scena il 1 Luglio al Chiostro del Duomo a Salerno nell’ambito del Campania Teatro Festival insieme ad un cast di attori coinvolti in questa rappresentazione teatrale e musicale come Lello Arena, Massimo Andrei, Giovanni Block, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Giorgia Trasselli.

Dalla sua prima “nascita” narrativa, (l’opera è tratta dal libro omonimo di Barbara Napolitano), lo spettacolo diventerà anche un album musicato dal cantautore partenopeo Giovanni Block e prodotto da Ninni Pascale della Polosud Records.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare per Radio Siani entrambi i protagonisti.

Partiamo dalla gestazione e dall’elaborazione dell’album “Le Metamorfosi di Nanni”. Quando è durato il lavoro di arrangiamento e di scrittura?

Il lavoro di scrittura è durato dall’inizio di questo lockdown, sino alla sua fine. La produzione ha avuto tempi di elaborazione “lampo”, grazie a Ninni Pascale della Polosud, che ha strutturato e prodotto l’intero lavoro in soli 15 giorni. E adesso toccandolo, fisicamente, rimango incredulo.

Questo è un progetto che nasce 3 anni fa. Come è stato il primo incontro con tutte le maestranze. I primi vagiti del progetto.

Mi sono subito reso conto di essere alla presenza di un cast di prim’ordine. Ho colto l’occasione come un grande onore, ma anche di crescita.

Ci racconti le tracce dell’album, le idee da cui sei partito, per poi piano piano chiudere il cerchio.

Il disco è praticamente l’elenco dei monologhi che sono nel libro. Non fa altro che seguire il testo. Anzi consiglio a chi compra il libro, di andarsi a rileggere, insieme alla musica il tutto. Cosi da gustarlo maggiormente. E’ un disco che vive di vita propria, ma accompagnato è ancora più divertente.

Ricordiamo i musicisti che ti hanno affiancato.

Certamente. Nell’album hanno collaborato Carmine Ioanna, Roberto Trenca, Enzo Lamagna, Fabio Renzullo, Pasquale Benincasa, Augusto Bortoloni. Tutti i musicisti che mi accompagnano da sempre.

Un aggettivo per descrivere questo progetto.

Una follia, un assoluta follia.

Sappiamo che hai una dedica speciale per questo lavoro.

E’ dedicato al mio caro amico Carlo Longobardi che non c’è più. Che secondo me avrebbe molto apprezzato e divertito ascoltandolo.

Quanto è durato il lavoro produttivo e artistico di quest’album?

In realtà è durato poco, avendo dei tempi strettissimi. Dopo che Giovanni ha fatto le sue composizioni e arrangiamenti, siamo entrati in studio ed in un mese abbiamo concluso tutto sia le registrazioni che i missaggi. In prima persona mi sono occupato di realizzare quest’ultimi, nove brani, in 30 giorni è stato un impegno portato a termine in tempo di record.

Cosa rappresenta, in questo periodo artistico, un lavoro cosi particolare e interessante, nel panorama musicale.

Secondo me in questo periodo storico bisogna puntare piu alla passione che pensare a cosa ti possa convenire economicamente e tempisticamente. Credo che alla fine la cosa importante in questo momento di pandemia, sia fare le cose con il cuore. Sono contento di averlo fatto, dimostrandosi un lavoro bello e profondo.

Data la tua grande esperienza, come vedi la situazione del mercato discografico italiano?

Pessima. Da quando la musica è fluida, con il proliferare delle varie piattaforme. Non vedo un futuro roseo. Oggi il musicista deve adattarsi abbinando altri lavori. Portando cosi l’arte e la musica ad un abbassamento qualitativo.

Ricordiamo gli ultimi lavori della PoloSud Records e anche i prossimi.

Ultimamente ci siamo occupati molto della musica d’autore. Abbiamo prodotto URCA!, una compilation di cantautori e cantautrici napoletani, tra i quali Gabriella Pascale, Gabriella Rinaldi, Miriam Lattanzio, Massimo Mollo, Andrea Campese. Un disco interessante con dei piccoli gioielli da gustare.

Sergio Cimmino

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