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La bellezza

Scritto da  Redazione Pubblicato in Yalla Yalla Sabato, 23 Novembre 2013 16:00

“Sa bellesa podede essere tottupodede essere ogni cosachi vivede e si movede. Bellu este s'Universusu chelu, sas istellassu sole e sa luna. Bella este sa naturas'abba de sa funtanasa campagnae ogni colturasu colore de su maresos puzzones de s'aria…”. Inizia così una Poesia Sarda, racconta della Bellezza che può essere tutto, ogni cosa che vive e si muove. La Natura è l’espressione più alta della bellezza: l’Universo, il cielo, le stelle, il sole… il Mare. Il Mare splendido e cristallino, smeraldo che bagna le coste della seconda Isola più grande del Mediterraneo. Una Natura, quella Sarda, prepotente e meravigliosa, così diversa via via che si attraversano le città da Nord a Sud. Ci sono terre aride, quasi deserte contrapposte a macchie di Ulivi che l’occhio non riesce a raggiungerne la fine. Ci sono poi luoghi super mondani, dove la ricchezza e lo sfarzo ne fanno da padrone, dove la natura è stata sottomessa, per edificare l’ultimo Albergo o casa di Lusso proprio “lì” a ridosso della spiaggia… La Bellezza più grande della Sardegna è il suo Popolo. I Sardi sono innamorati della propria terra. Sono orgogliosi. Sono autosufficienti, tanto da : “C’è il Continente e c’è la Sardegna”. Eppure Oggi questa distanza non la sentiamo. Oggi siamo tutti lungo la stessa costa. La Natura, tanto amata e tanto sottovalutata si scatena ed è subito dramma. La pioggia si abbatte con forza su alcune città Sarde, le piega. Case allagate, ponti distrutti, persone ancora disperse e purtroppo numerose vittime. Lunedì il telefono di casa è impazzito. I parenti ovunque “sparsi” volevano sapere se a casa “di zia” era tutt’ok. Si, Mia Zia è Sarda di adozione. Ogni anno, “con la scusa” delle vacanze torno in Sardegna. Vedere, quindi le immagini di quei luoghi, violentati e i volti stanchi e disperati delle persone che spalando senza mai fermarsi cercano di ri-prendersi la Normalità, qualora si a possibile, mi stringe il cuore. In questi ultimi anni ci siamo abituati, nostro malgrado, a situazioni di allarme, alle continue catastrofi. Non ultima la situazione difficilissima delle Filippine. Mi piacerebbe, forse ci piacerebbe, trovare UNA COLPA. Un capo espiatorio. Una giustificazione a tutto ciò. Molto probabilmente la Chiave sta nell’indifferenza verso la Terra che abitiamo e di cui siamo Ospiti. Costruire dove non si dovrebbe…? Utilizzare Materiali non opportuni…? Forse ci siamo abituati a “certe regole”, soprattutto Noi al SUD, ad una legge fatta di Concessioni non regolari, ecc.. Forse è così, eppure la disperazione di Chi ha perso tutto in questi giorni, un marito, un figlio non può passare, per l ennesima volta e non toccare le nostre coscienze.

Carmela Gusto

Ultima modifica il Venerdì, 03 Gennaio 2014 17:04