Pompei Pride

Scritto da  Pubblicato in Sharek Giovedì, 26 Luglio 2018 12:47

A volte si parla di Pride senza esserci mai stati, altre volte senza conoscerne la storia. Spesso sentiamo affermazioni bastante su luoghi comuni, come “il Pride è una carnevalata”, “stanno con le tette al vento e i culi da fuori”, ecc. Ma qual è il motivo dei colori? E cosa rivendicano i corpi di uomini e donne lesbiche, gai, bissesuali, trans, non binari, intersex, non conformi, migranti, marginalizzati?

 Tutto ebbe inizio 49 anni fa, a Stonewall, con quelli che sarebbero passati alla storia come “i moti”. A quell’epoca la polizia era solita fare retate nei locali LGTB* e perquisire e condannare le persone che non indossavano almeno 3 capi di abbigliamento confacenti al loro sesso. Chi trasgrediva questa regola veniva perso a manganellate, portato in prigione. La notte tra il 28 e il 29 di giugno quelle persone reagirono. Donne latine transgender, lesbiche, uomini gay erano stanche di subire. Per comprendere meglio consiglio la visione di un film del 1995.

 

Da quel momento in quel periodo, si celebra l’orgoglio, perché in effetti quella notte c’è stata una svolta epocale, il passaggio from shame to Pride. Giugno quindi è stato identificato come il PrideMonth, anche se poi il Pride è ogni giorno.

 

La rivoluzione passa attraverso i corpi liberati dall’oppressione, quindi le battagle femministe, di femminismi intersezionali e queer, quelle delle persone disabili e gay, di quelle sieropositive, nere uniscono e marciano insieme contro le discriminazioni, contro l’odio, per l’amore.

 

Il 30 giugno siamo stati presenti al Pride di Pompei, il primo per a la cittadina mariana, conosciuta in tutto il mondo per gli scavi archeologici di età romana e per il santuario della Beata Vergine del Rosario. Nonostante l’avversione di alcuni membri della Chiesa, la manifestazione ha avuto un grande successo e ha visto la partecipazione di cristiani omosessuali, di famiglie omogenitoriali, di persone poliamorose, dei pastafariani, dell’orgoglio trans, degli abitanti del posto che dai balconi stendevano bandiere arcobaleno. È stato molto emozionante. I temi principali erano la laicità, la fraternità, la sorellanza e l’accoglienza. Sentimenti universali e traversali, che passavano attraverso gli sguardi di chi, con il volto truccato, con il corpo scoperto, con le mani al cielo, con il sorriso e con strass e paillettes ha ribadito ancora una volta che la normalizzazione e la categorizzazione creano muri e sofferenza e il miglior antidoto alla discriminazione è la conoscenza. Se non siete mai venute/i/* a un Pride, informatevi sui social, tramite le associazioni del territorio e partecipate. Solo incrociando le storie e la musica potrete comprendere che profumo abbia la libertà!

 


VIDEO POMPEI PRIDE


 

 

Testo: Carmen Ferrara
Fotografie: Paolo Mauriello

Ultima modifica il Venerdì, 27 Luglio 2018 19:48
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