Il problema non sono i colpi di pistola alla macchina - Fabio Giuliani

Scritto da  Pubblicato in Legalità Martedì, 31 Marzo 2020 20:47

Nonostante il covid19, ancora, l’ennesima “stesa” di camorra, spari di pistola a casaccio esplosi a bordo di gruppi di motorini in corsa; un messaggio questo, per segnalare la presenza e l’espandersi di un gruppo criminale all’interno di un territorio. In un momento di grandi difficoltà mondiali legate al covid19 e al conseguenziale lockdown nella periferia est di Napoli a Ponticelli e sicuramente anche altrove, la criminalità non si arresta e questa volta coinvolge anche l’auto di Fabio Giuliani, referente regionale di Libera in Campania. L’ennesima manifestazione violenta, la camorra non conosce sosta, neanche in tempi di pandemia.

Il resto del racconto, di cui condividiamo il pensiero, è direttamente esternato dal nostro amico e referente regionale Fabio Giuliani nell’articolo scritto da Mariano di Palma su “lavialibera”

“Sono andato con le forze dell’ordine sul luogo dove avevo parcheggiato l’auto settimane fa e ho trovato il parabrezza e il vetro posteriore destro forati da un colpo di proiettile che ha attraversato l’auto. A terra altre tre/quattro ogive che erano state fatte esplodere. Erano ormai quasi tre anni che sembrava regnare la quiete nel quartiere che ha pianto l’ultima vittima innocente il 7 giugno del 2016, Ciro Colonna ragazzo di 19 anni che abitava “lotto O”.

"Voglio ringraziare tutti per la solidarietà. In queste ore ho ricevuto telefonate dalla Procura, dalla Questura, dalle forze dell’ordine, dalle realtà associative aderenti a Libera, da Legambiente. Studenti, sindacati e tantissimi soci di Libera nei territori mi hanno subito fatto sentire la loro vicinanza. Appena ha saputo della notizia, mi ha chiamato don Luigi Ciotti e mi ha fatto anche tanto piacere la vicinanza del quartiere: commercianti di Ponticelli e cittadini comuni mi hanno telefonato o mandato messaggi di solidarietà."

"Voglio tranquillizzare tutte e tutti: sto bene e sono sereno. Il problema non è la macchina, le macchine si riparano. Il problema sono i proiettili che continuano ad essere sparati nel nostro quartiere e che sono un segno preoccupante di una violenza che non finisce mai. Se non fosse stata colpita la mia auto, ma l’auto di un cittadino comune - non del referente di Libera - non avrebbe fatto altrettanto rumore. E questo deve essere un campanello d’allarme perché bisogna tenere l’attenzione alta a prescindere dall’emergenza sanitaria, perché non si possono spegnere i riflettori sulle camorre proprio in questo momento. Proprio per questo bisogna vigilare ancora di più."

"L’aumento della disperazione sociale è un rischio enorme. Alla fine di questa pandemia, i quartieri di Napoli si scopriranno ancora più impoveriti: senza strumenti di rilancio e opportunità occupazionali concrete rischiano di diventare una polveriera. E lì la criminalità organizzata potrà pescare e adescare, non appena saremo tornati alla normalità. Urgenze sociali e codici culturali che si impongono nei quartieri popolari sono materia su cui lavorare con impegno. Bisogna disarmare la città a partire anche dalle parole violente utilizzate nel linguaggio pubblico. Fa male ai giovani sentire costantemente un linguaggio che agita un clima di guerra. Le giovani generazioni già sono chiuse in casa: riempirle di parole da scenari di guerra certamente non li aiuta a disarmare il clima violento che si respira in tanti territori. Dovremmo prendere d’esempio i medici e gli infermieri che ogni giorno sono negli ospedali per curare le persone. Loro salvano le vite, non le uccidono; per frenare questa epidemia non usano le armi, ma usano scienza e conoscenza e tutto il loro coraggio.”


Solidarietà e vicinanza da tutti noi al nostro amico e referente di Libera Campania; siamo d’accordo con te caro Fabio, finita questa pandemia bisogna ritornare più consapevoli e organizzati di prima sui nostri territori per dare come sempre il nostro contributo.


Giuseppe Scogamiglio

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