Hostello Felice: un errore da non commettere nella Città del Modello Ercolano

Scritto da  Pubblicato in Legalità Martedì, 15 Maggio 2018 21:51

"La faccia di un italiano felice"? Per noi resta sempre quella di un criminale condannato. La leggerezza con cui è stata utilizzata non trova giustificazioni nella città che si è ribellata alla camorra.

La civica ribellione, condotta da cittadini stanchi delle intimidazioni, dei soprusi e dal condizionamento di ogni attività imprenditoriale nonché del vivere quotidiano, perpetrato dai clan camorristici che imponevano con violenza la propria egemonia, ha spazzato via la paura facendo riacquistare la dignità ad un intero territorio.

L’oppressione subita negli anni, come un cancro, si è insinuata in ogni tessuto sociale arrivando, in alcuni casi, a permeare anche le Istituzioni.

Così che, il fenomeno camorristico veniva percepito e riconosciuto come un fattore inevitabile, quasi istituzionalizzato, subìto e da esorcizzare.


Certamente la paura, ma anche l’ignoranza del fenomeno, hanno costituito il terreno fertile per le varie famiglie camorristiche che traevano i loro profitti dal racket delle estorsioni,  dall’usura, dal traffico di droga e da attività illecite.
La paura non va condannata, è un sentimento umano che si manifesta principalmente quando l’esercizio dei propri diritti, della propria libertà non viene garantito. La paura di non vedere riconosciute le proprie istanze, per mancanza di fiducia nelle istituzioni, è un qualcosa di devastante.
Non è stato facile affrancarsi dal clima di sospetto e di paura. Quando ormai il livello di oppressione era diventato insostenibile, un gruppo di imprenditori trova il coraggio per ribellarsi e, con rinnovata fiducia, iniziare un percorso di collaborazione, nel rispetto delle singole competenze, con tutte le componenti di uno Stato democratico e di diritto.
Forze dell’ordine, con in testa i carabinieri della locale Tenenza e della Compagnia di Torre del Greco,  magistratura e amministrazione comunale, si stringono al gruppo di commercianti e determinano una sinergia vincente, fatta di fiducia, rispetto e collaborazione.


Con le denunce degli Imprenditori commerciali, nasce il “Modello Ercolano”!
Quando lo Stato è forte e credibile, quando la tanto sbandierata legalità trova riscontro nella giustizia, quando vi è la certezza di tutela degli interessi e dei valori  dell’imprenditore che afferma e difende i propri diritti, quando non si è più soli, il coraggio scaccia via la paura.
Con la sinergia instaurata tra tutte le forze in campo, magistratura, forze dell’ordine, società civile e, principalmente col ruolo determinante del cittadino imprenditore, ad Ercolano è iniziata una nuova stagione. Le condanne seguite alle denunce, hanno avvicinato ancora di più i cittadini alle Istituzioni.
La consapevolezza di vivere in un territorio unico, finalmente liberato da un male che tutto offuscava, ha favorito lo sviluppo di molteplici iniziative culturali ed imprenditoriali, sia pubbliche che private.
Tra le tante iniziative, per il rinnovato interesse turistico, si registra un particolare incremento delle attività ricettive – alberghiere.


In queste ore, organi di stampa riportano la notizia dell’uso singolare della foto di Felice Maniero, tristemente famoso per essere stato il “boss della mala del Brenta” in quanto ha commesso rapine, assalti a portavalori, colpi in banche e in uffici postali, è stato accusato di omicidi, traffico d’armi, droga ed associazione mafiosa. Ebbene la foto sorridente di Felice Maniero compare nel logo pubblicitario di un Hostello di Ercolano che, casualmente, si chiama proprio Hostello Felice. Avevamo visto uno striscione tempo fa, che prontamente era scomparso.
Non vogliamo sindacare in merito alla scelta della denominazione, ma semplicemente, con forza, prendiamo le distanze da un’immagine che non rappresenta il comune sentimento di noi cittadini ercolanesi. Ricordiamo che i risultati fin qui ottenuti, nel contrastare le organizzazioni camorristiche, hanno richiesto sacrifici e rinunce, coraggio e determinazione, giornate intere in aule di tribunale, che non possono essere vanificate e messe in discussione, con un immagine.

Ad Ercolano non esistono boss sorridenti, ma tanti camorristi condannati, detenuti e alcuni addirittura pentiti, oggi collaboratori di giustizia. 


Memori anche delle tante vittime innocenti di camorra, tra cui Salvatore Barbaro ucciso proprio ad Ercolano, continuiamo la nostra azione di diffusione della cultura dell’antimafia e della legalità, con convegni, dibattiti, manifestazioni, ascolti ed  ogni utile strumento finalizzato alla tutela ed assistenza delle vittime di camorra.


Il presidente dell'Associazione FAI Antiracket Ercolano Pasquale Del Prete e il Presidente della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani Giuseppe Scognamiglio dichiarano: "Non sarà un’immagine, non sarà una scritta, non sarà un singolo individuo, nè tanto meno un episodio isolato a cambiare la storia di riscatto della nostra città, perché indietro non si torna!

 

 

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