DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto

Scritto da  Pubblicato in Legalità Lunedì, 05 Febbraio 2018 11:12

Da un’idea di Giulia Minoli
drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli
e regia di Emanuela Giordano
il 6, 7 e 8 febbraio al Teatro San Ferdinando la nuova tappa de
Il palcoscenico della legalità
il progetto nazionale di impegno civile di contrasto alle mafie e di educazione alla legalità


Il 6, 7 e 8 febbraio prossimi al Teatro San Ferdinando di Napoli torna il progetto Il Palcoscenico della legalità con lo spettacolo DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto, da un’idea di Giulia Minoli su drammaturgia di Emanuela Giordano e della stessa Minoli e la regia di Emanuela Giordano.
Rivolto soprattutto al pubblico dei giovani e agli studenti, in linea con le finalità civili e culturali che ispirano il progetto, lo spettacolo vede in scena Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Anna Mallamaci, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo, con i musicisti Tommaso Di Giulio alle chitarre e Paolo Volpini alla batteria, su musiche originali dello stesso Tommaso Di Giulio; aiuto regia Tania Ciletti.
La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, in collaborazione con Co2 Crisis Opportunity Onlus.
Lo spettacolo è vincitore del Premio Anima 2016 per la categoria teatro.


DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto è parte integrante del progetto Palcoscenico della Legalità ideato e coordinato da Co2 Crisis Opportunity Onlus con la partecipazione di attori, ricercatori, docenti, giornalisti, magistrati, studenti, associazioni e teatri, ed è promosso da Fondazione Pol.i.s., Libera, CROSS Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano, LARCO Laboratorio di Analisi e Ricerca sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Torino, Fondazione Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia. org e DaSud. Con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed il Ministero della Giustizia ed il sostegno di Fondazione con il Sud, Eni Spa, SIAE, Poste Italiane.



Le tre rappresentazioni del 6, 7 e 8 febbraio al Teatro San Ferdinando di Napoli segnano l’inizio della tournée italiana del terzo atto dello spettacolo, che dopo Napoli toccherà, tra le altre, le città di Roma, al Teatro India dal 21 al 29 marzo; Bologna, Arena del Sole il 16 aprile; Cesena, Teatro Bonci il 17 e 18 aprile; Modena, Teatro Storchi il 19 aprile; Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani dal 2 al 7 Maggio.
DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. È lo svelamento dei complessi legami che si intrecciano tra economia “legale” ed economia “criminale”, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro.
Siamo partiti nel 2012 scavando nella memoria, per ricordare chi ha combattuto le mafie. Questo inizio costituisce l'ossatura imprescindibile della nostra esperienza. Da allora abbiamo viaggiato in tutta Italia, approfondendo il tema della lotta alla criminalità organizzata grazie all'aiuto di alcune università italiane e ai tanti testimoni che ci hanno raccontato le loro storie. Sono più di cinquanta le persone che abbiamo conosciuto e cogliamo l'occasione per ringraziarle: sono stati incontri importanti, ci hanno permesso di accrescere la nostra consapevolezza. Per questa ragione abbiamo deciso di concentrarci sul presente, su ciò che accade ora e su quello che ognuno di noi può realmente fare, assumendoci la responsabilità di un cambiamento faticoso, difficile ma irrinunciabile. Abbiamo approfondito il tema della scelta.


Durata dello spettacolo 70 minuti + dibattito 50 minuti
Orario rappresentazioni 6 febbraio ore 21.00 | 7 e 8 febbraio ore 17.00
Informazioni
www. teatrostabilenapoli.it | tel. 081.5524214 | info@ teatrostabilenapoli.it
Biglietteria tel. 081.292030 | 081.291878 | biglietteria@ teatrostabilenapoli.it



DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto



NOTE DI REGIA
Questo nuovo spettacolo, il terzo dal nostro inizio, mantiene l'impegno di veicolare prima di tutto la forza delle storie che raccontiamo ma questa volta scrittura e messa in scena spingono l'acceleratore sull'idea della scelta, sul cosa possiamo fare noi, noi tutti. La criminalità organizzata si sta appropriando della nostra economia e noi non ce ne siamo accorti? È una forma di distrazione di massa o siamo complici? Cambia la logica del merito, del diritto, cambiano le regole del profitto e del mercato e siamo incapaci di reagire, ammutoliti e stanchi. Abbiamo tracciato il profilo di personaggi collusi, grazie alla loro complicità le mafie hanno potuto infiltrarsi in tutti i settori dell'economia. E non solo di quella. Ma non è con il disincanto che possiamo combatterli. Non è l'assenza di impegno a salvarci. Per fortuna c'è chi si oppone, rischia, denuncia, indica alternative fattibili a questo degrado. C'è chi sceglie. Vogliamo raccontarvi un'Italia poco conosciuta: il sindaco che combatte le logiche mafiose che intossicano la sua città, il commercialista che contrasta il rapporto tra aziende e denaro sporco, il giornalista, il collaboratore di giustizia, il testimone. Vogliamo farvi conoscere le strategie di impegno di un gruppo di liceali, la sfida di alcuni imprenditori, vogliamo mostrarvi un'Italia viva: aziende, università, comunità che ci propongono un modo diverso di concepire le risorse economiche, gli spazi comuni, la nostra stessa esistenza. Possiamo farlo anche noi. Stare insieme, in teatro, può aiutarci a imparare.
Emanuela Giordano


IL TEATRO CIVILE
Il teatro civile nasce come necessità di recupero della memoria storica di un paese, di una nazione, come spazio laico di condivisione umana, condivisione di riflessioni, domande, esperienze del passato che hanno determinato (nel bene e nel male) ciò che siamo oggi e ciò che potremo diventare. Segna una linea di continuità tra il prima, il presente e il nostro domani.
Il teatro ha sempre raccontato i conflitti e le contraddizioni umane, attraverso metafore o racconti fantastici, il nostro teatro usa nomi, luoghi ed eventi che sono realmente accaduti, porta in scena storie vere, persone vere, orrori perpetuati e azioni coraggiose, ingiustizie e riscatto.
Quello che leggiamo sui giornali si confonde con mille quotidiane sollecitazioni e spesso si dimentica, il silenzio e il buio del teatro ci inducono all’ascolto, a sentirci più comunità e meno individui soli e distratti facendo riemergere il senso del vivere civile.
Giulia Minoli



LA NOSTRA STORIA
Siamo partiti dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative e associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee.
Abbiamo realizzato percorsi formativi per 10.000 studenti, circa 50.000 studenti hanno visto lo spettacolo teatrale, abbiamo realizzato tre spettacoli teatrali e un film documentario. Abbiamo promosso una rete tra associazioni, teatri, istituti penitenziari, scuole e società, per apprendere insieme un nuovo alfabeto civile.
Il linguaggio e le tecniche teatrali sono diventati strumento per imparare il lavoro di squadra, ma soprattutto per ragionare sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose.
Parallelamente si è sviluppato il progetto di formazione sui mestieri del teatro negli Istituti Penitenziari Minorili di Airola (BN) e Malaspina (PA), da cui sono nati gli spettacoli “Aspettando il tempo che passa” nel carcere di Airola, “Fiesta” al Malaspina di Palermo e il brano rap “Puortame là fore” interpretato da Lucariello e Raiz. Nel 2017 abbiamo realizzato un film documentario, coprodotto da Jmovie e Rai Cinema, che percorre le tappe di questo esperimento virtuoso.
Attualmente l’attività formativa è in corso nelle scuole di Lazio, Campania, Sicilia, Toscana, Emilia Romagna, Friuli-Venezia-Giulia e Piemonte e negli Istituti penitenziari per minori di Airola (Benevento) e Malaspina (Palermo).



Palcoscenico della legalità / Il progetto
Prima e dopo lo spettacolo le scuole vengono coinvolte in un percorso formativo. Un gruppo di attori-formatori e ricercatori universitari, grazie a pratiche pedagogiche e di gioco, stimola i ragazzi a farsi domande che riguardano le nostre paure e i nostri sogni. Viene evidenziato il ritorno positivo di un comportamento rispettoso delle regole in termini di crescita economica e sviluppo sociale. Gli aspetti drammatici che hanno caratterizzato e caratterizzano la lotta alla criminalità organizzata, di qualsiasi matrice si tratti, vengono confrontati con gli esempi di successi ottenuti in termini di impresa, di reazione, di riorganizzazione economica e sociale di un territorio. Vengono analizzate cause ed effetti, ipotesi e obiettivi per riabilitare la collettività minacciata da sempre più forti poteri criminali.



Info su www. theco2.org


I PROMOTORI

Giulia Agostini - Presidente Co2 Crisis Opportunity Onlus
Co2 si occupa da 10 anni di comunicazione sociale e di dar voce, attraverso laboratori di formazione, a ragazzi che vivono esperienze di emarginazione: dalle favelas brasiliane ai campi profughi libanesi, dalle periferie alle carceri minorili. Co2 ha sempre avuto come priorità la creazione di reti sia a livello locale che nazionale per sviluppare progetti comuni. Si è caratterizzata negli anni per il suo ruolo di facilitatore di processi di co-progettazione, perché riteniamo che la creazione di reti e sinergie sia fondamentale per la valorizzazione delle risorse e l'incontro tra realtà che troppo spesso non si parlano. Con il progetto Il palcoscenico della legalità, Co2 ha sin dall’inizio deciso di tener fede a questo principio, costruendo negli anni una virtuosa collaborazione con le tante associazioni che lottano per la legalità nel nostro Paese, ma anche coinvolgendo i Teatri nazionali, le Università, le Istituzioni pubbliche e le aziende.



Don Luigi Ciotti - Presidente Libera
L’emozione che si prova davanti a Dieci storie proprio così non è fine a se stessa. È un’emozione che resta, che agisce nel tempo, che rilascia via facendo un carico di dubbi e di domande. La rappresentazione delle mafie, a maggior ragione quando viene data voce alle loro vittime, trova un senso profondo nel risveglio di quelle coscienze che proprio le mafie vorrebbero indifferenti, egoiste, corrotte. È il caso di quest’opera, mirabile fusione di etica e estetica, che ci chiede di essere non solo “spettatori”, ma persone più coraggiose, più consapevoli, più determinate a difendere e costruire la speranza che le mafie ci portano via.



Nando dalla Chiesa - Università degli Studi di Milano - Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata
Dieci storie per rappresentarne tante. Una marea di storie, di giovani e vecchi, di uomini e donne, di bimbi spensierati ed eroi in battaglia, di benestanti e poveri. Diventate un pezzo di storia nazionale, senza volerlo e senza saperlo. Annodate tra loro dal destino, perché anche la vigliaccheria e l’inciviltà si inscrivono, alla fine, nel destino di un paese. Che viaggiano tra scuole e teatri e altri luoghi ancora a raccontare, a insegnare. A suscitare la voglia di prenderle per mano. E di accompagnarle. E farsene testimoni.



Fondazione Pol.i.s.
Dieci storie proprio così è il racconto delle nostre famiglie, della nostra personale tragedia, del nostro impegno e di quello delle realtà che danno nuova vita ai beni confiscati alle mafie. Noi, i familiari delle vittime innocenti della criminalità, non siamo scappati, pur avendo subito il torto più grande di tutti, perché siamo convinti che possiamo farcela. Attraverso il ricordo dei nostri cari, con l’impegno dei giovani, con la partecipazione delle Istituzioni e tramite la bellezza dell’arte vogliamo credere nel cambiamento. Lo straordinario lavoro che tanti ragazzi svolgono con entusiasmo e determinazione nei beni confiscati alla camorra ne è la conferma assoluta. Sosteneteli con noi, sono il nostro futuro.



Maria Falcone - Presidente Fondazione Falcone
Abbiamo accolto con entusiasmo la possibilità di condividere questa iniziativa. Il palcoscenico della legalità è un progetto innovativo che parla ai giovani attraverso l’immediatezza del linguaggio dell’arte, dimostrandosi capace di veicolare i temi della legalità e dell’antimafia toccando il nostro lato emotivo. Dieci storie per ricordarci quanto l’impegno di ognuno di noi sia un tassello imprescindibile per combattere la mafia e che in questo sforzo, come diceva Giovanni Falcone, non sono sufficienti l’attività dei magistrati e delle forze dell’ordine, ma serve l’impegno di tutta la società civile. In quest’anno, in cui ricordiamo il 25°Anniversario dalle Stragi di Capaci e di via d’Amelio, il mio augurio va ai giovani perché sentano con forza e fiducia che, se stiamo dalla parte giusta e uniamo le nostre forze, la mafia può essere sconfitta.


Rita Borsellino - Presidente Centro studi Paolo Borsellino
La mafia, le mafie, sono egoismo, violenza, schiavitù, paura. Lottare contro di esse significa restituire dignità all’uomo. Per questo occorre acquisire consapevolezza, conoscere, condividere. Consapevolezza dei contesti e delle situazioni. Conoscenza delle storie di vita e di morte delle tante, troppe vittime consapevoli o inconsapevoli. Condivisione delle scelte che hanno contrassegnato i percorsi e far sì che tutto ciò diventi memoria. Memoria nelle scuole, nelle carceri, nei quartieri, fra la gente. “Memoria operante” che ci abitui a sentire «… quel fresco profumo di Libertà».


Lorenzo Clemente – Presidente Fondazione Silvia Ruotolo
Abbiamo da tempo maturato un pensiero: il dolore per l’uccisione di Silvia non deve essere solo nostro, ma deve rappresentare la ferita ancora aperta di tutta la città di Napoli e dell’Italia intera. Così come la nostra reazione deve positivamente contagiare tutto il Paese. Memoria vuol dire impegno. Lo spettacolo Dieci storie proprio così, con i suoi laboratori nelle scuole e negli istituti penitenziari minorili, ci insegna proprio questo: dobbiamo impegnarci tutti, insieme, perché è stando insieme che le mafie si sconfiggono.



Andrea Degl’Innocenti - Presidente Italia Che Cambia
Dieci storie proprio così è molto di più di uno spettacolo, è un “laboratorio di cambiamento” a cui partecipano quotidianamente associazioni e realtà dell’antimafia che, intorno a un progetto comune, hanno scelto con forza da che parte stare. Le storie protagoniste di questo spettacolo rappresentano solo una parte delle “tantissime realtà in movimento” che italiachecambia.org

ogni giorno racconta, mappa e mette in rete perché non restino invisibili e diventino progetti concreti per un processo di cambiamento. Persone, associazioni e imprenditori che reagiscono, non mollano, vanno avanti e credono nel futuro.

Danilo Chirico – Presidente Associazione daSud
Quando, 13 anni fa, abbiamo dato vita a daSud progettavamo un Restart. Iniziavamo cioè un viaggio alla ricerca di nuovi riferimenti culturali, storie e forme creative per elaborare un racconto innovativo delle mafie e costruire un originale immaginario dell’antimafia. Collaborare perciò a Dieci storie proprio così è stata una scelta naturale. Un tassello di un percorso che oggi ci vede immersi dentro una nuova ambizione, un progetto visionario e al contempo concreto: ÀP, l’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti. Una factory sociale, educativa e culturale che nasce in una scuola della periferia romana. Uno strumento che stiamo costruendo con la fatica del giorno dopo giorno per attraversare – e, chissà, a volte sciogliere – le contraddizioni del nostro tempo. 

 

Comunicato Stampa

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